break
Jan 30

google logo Google World

Sembra ieri quando Google era una di quelle piccole realtà innovative che cercavano di ritagliarsi il loro spazio nella rete con inventiva e determinazione. Oggi è una multinazionale con un potere immenso.

Hanno saputo anticipare i tempi, hanno capito prima degli altri come l’informazione sarebbe stata più centrale nella vita di ognuno. Prima di internet la ricerca della conoscenza partiva da enciclopedie e dizionari, da volumi più o meno pesanti che risiedevano nelle librerie delle nostre stanze, ma che non sempre permettevano risposte precise ed esaurienti alle curiosità di turno. Capitava non di rado di dirigersi alla biblioteca più vicina, o più fornita per completare le ricerche.

Per i giovani di oggi invece è ovvio accendere il pc, sempre conneso alla rete, e digitare poche parole chiave per avere di ritorno sullo schermo le informazioni desiderate. Il problema al massimo è un sovraccarico delle stesse che li obbliga ad operazioni di scrematura e sintesi.

Google fu all’avanguardia da subito, un big dell’informazione. Capì all’epoca la potenzialità di internet come magazzino di informazioni e rete di collegamento alle stesse. Iniziò un’opera di indicizzazione per permettere all’utente di usufruire di questo capitale immenso. L’opera non è stata facile fin dal principio, ma oggi ne godiamo i frutti. Rispetto ai concorrenti che affollavano le proprie pagine con servizi diversi e globali, notizie, email l’azienda di Mountain View si distingueva con una pagina semplice e pulita, unica destinazione ricerca nel web.

google 10 anni fa

Col tempo la fiducia degli utenti è aumentata e la quantità di dati e informazioni accumulate hanno permesso al colosso di studiare e implementare servizi nuovi presentati sempre con la stessa semplicità. Si pensi all’acquisizione di Youtube, allo strumento incredibile che è Google Maps, al Blocco Note e a Docs.

google dei sogni

In questi giorni sto leggendo molti articoli su quotidiani e riviste che parlano di vari progetti innovativi di Google in vari stadi di avanzamento. Ne elenco alcuni:

  • Knol: un servizio a metà strada fra un Wiki e una social network. Si propone come antagonista di Wikipedia e ha già fatto discutere molti per le sue modalità di funzionamento che prevedono molteplici definizioni per la stessa voce, pubblicate da autori diversi. Ciò significa che potrebbero rivelarsi contrastanti tra loro, a seconda del pensiero di ognuno. La cosa mi lascia perplesso, in quanto uno strumento del genere potrà divenire interessante per analizzare la società e le persone, i diversi modi di concepire la realtà e le cose, ma come raccoglitore di nozioni continuerei a preferire Wikipedia dove l’oggettività viene ancora considerata come parametro da inseguire. Al contrario di Wikipedia, Google Knol probabilmente sarà uno strumento che vivrà di pubblicità.
  • Books: avanti di questo passo presto sarà solo un click a separarci dalla lettura delle pagine dei nostri libri preferiti. Lo scopo di Google con questa app è sempre lo stesso: migliorare l’accessibilità alle informazioni. E per farlo sta siglando una serie di accordi con le più grandi università: è notizia recente l’accordo con Oxford University. L’immediatezza e l’utilità dello strumento sono indiscutibili già ora, è possibile sperimentarlo di persona. Per molti libri è disponibile un’anteprima di alcune pagine mentre per i più vecchi, meno commerciabili o non più coperti da copyright, è possibile visualizzare l’intero volume. Sarà così per tutti gli scritti presenti nell biblioteca universitaria ad Oxford per esempio, il cui valore storico sarà, una volta digitalizzati, a disposizione di chiunque. Le altre informazioni disponibili sui volumi sono: recensioni, edizioni e link alle librerie per l’acquisto immediato.
  • Palimpsest: in questo caso Google si rivolge alla comunità di scienziati. Il progetto che dovrebbe partire a breve prevede la disponibilità di oltre 200 terabyte di spazio per coloro che vogliono condividere i risultati delle proprie ricerche, contribuendo alla creazione di un database. Voci dicono che l’interfaccia sarà in stile web2.0, quindi semplice e intuitiva. Google da parte sua dovrebbe mettere a disposizione due grossi archivi di dati: quello di Hubble, le immagini del telescopio spaziale e palinsesto di Archimede, un codice molto prezioso su pergamena del decimo secolo.

Qualcuno si starà ancora domandando “ma cosa ci guadagna Google in tutto questo?”

Dalla pubblicità… Semplice!

Jan 25

lastfm colour last.fm: la tua radio senza pubblicità

Immaginiamo una radio che trasmetti musica, la nostra musica preferita, quando vogliamo e come vogliamo. Una radio creata su misura da noi e per noi.

Ebbene esiste: si chiama last.fm e il 24 gennaio ha firmato un contratto di collaborazione con le principali major discografiche internazionali EMI, Sony BMG, Universal e Warner Bros.

Ci si registra, si scarica il software e si digita il nome dell’artista che si vuole ascoltare e in men che non si dica viene creata una radio personalizzata con musica e artisti che rispondono alle preferenze da noi indicate.

client lastfm

La registrazione è molto semplice, è sufficiente fornire nome e indirizzo e-mail per creare un account e una pagina di profilo che registra la musica preferita o ascoltata. Si tende così a creare una community dove la gente può contattare chi condivide gli stessi gusti musicali.

Rimane poi una possibilità per asoltare musica indipendente, artisti che non hanno un contratto con case discografiche ma che uploadono la loro musica e la mettono in comune con tutti coloro che vogliono ascoltare il loro genere musicale.

L’aspetto maggiormente interessante è la possibilità di scaricare un client che da accesso diretto a tutto il database musicale di last.fm. Il client è disponibile per i principali sistemi operativi windows, mac e linux.

Sono presenti nella pagina download numerosi plugin per personalizzare il servizio e tenersi in contatto costante con tutta la community di Lastfm.

Un’ultima nota: nel momento in cui si scarica il client questo può essere configurato con i software di gestione multimediale del vostro sistema operativo come Winamp o Itunes. In questo modo verrano uploadate le informazioni relative ai vostri gusti musicali. Nell’accettazione dei termini al momento della registrazione vine specificato che lo scrobbling (l’atto di condivisione dei gusti musicali) non sarà interessato a verificare la provenienza musicale dei dati presenti sul vostro terminale. Per cui, almeno a livello di termini di contratto sottoscritto, potete stare tranquilli se nel vostro database non è presente musica di certa provenienza. In ogni caso lo scrobbling non è un’operazione obbligatoria per la fruizione del servizio.

In attesa che il più grande contenitore di musica on-line venga ben riempito… buon ascolto a tutti!

Jan 21

microsoft office

Scrivo questo post in occasione della notizia da poco rilasciata secondo cui alcune versioni di excel, il famoso software di casa office che permette di compilare fogli di calcolo, soffre di alcuni problemi di vulnerabilità.

Innanzitutto vorrei proporre una piccola riflessione: sono appena passate le feste natalizie e molti di noi probabilmente hanno pensato di rinnovare il vecchio pc di casa. Oltre a non essere sempre la soluzione migliore quella di cambiare pc che hanno al massimo 2 anni di vita, chiedo se sia logico comprare una macchina e non avere installato nemmeno il software di base indispensabile per il computer domestico.

Non tutti ovviamente si dedicheranno a montaggio video o a creazione di siti web, ma molti di noi si troveranno nel dover scrivere una lettera, una piccola tesina per la maestra, un biglietto o una semplice presentazione di slide per la riunione di condominio. Altri magari più dediti all’economia familiare potrebbero desiderare di creare un foglio di calcolo dove è segnato l’ammontare del conto corrente e quotidianamente segnare le spese in uscita: strumenti minimi indispensabili per l’utilizzo di un terminale domestico. Indispensabili quanto il browser o un riproduttore di file multimediali.

logo openoffice Microsoft office: vale la pena?

 

Siamo tutti perfettamente a conoscenza del fatto che una suite microsoft office può essere tranquillamente reperita in maniera illegale con programmi di condivisione P2P: ma il concetto rimane lo stesso. Comprereste una ferrari per poi risparmiare sulle gomme o sull’olio di ricambio del motore? Non ne vale la pena. Come non ne vale la pena comprarsi un Pc nuovo e perdere tempo a installare una versione crackata di Microsoft Office. E’ controproduente, assurdo e stupido.

Lo stesso discorso credo sia vlido per gli utenti Mac: anche loro comprano una macchina che costa non poco per non trovarsi nemeno installato una suite per ufficio.

neooffice

Un consiglio: provate a installare Openoffice.org (o per gli utenti Mac, NeoOffice, stessa suite ma scritta in java e non necessita di X11). E’ gratuita, opensource e sicura.

Alcuni esempi:

  • Nella suite trovate tutte le applicazioni della suite a pagamento Microsoft.
  • Potete salvare il documento sia in formato word (.doc), sia in formato Openoffice (.odt) per i file di testo e lo stesso vale per tutti gli altri strumenti della suite.
  • L’interfaccia grafica della suite è la stessa di Microsoft Office: ciò permette intuitività e facilità d’uso istantanea.
  • I documenti salvati in formato Openoffice pesano mediamente un decimo dei documenti in Word: questo incide poco nel caso di una lettera di due pagine… Ma quando i documenti si accumulano il peso aumenta, ve lo posso assicurare ;)
  • possibilità di esportare in formato .pdf, quel formato che da una maggiore stabilità e minori possibilità di interpolazione del documento.

Probabilmente molti di voi troveranno questo post inutile da un punto di vista tecnologico in quanto openoffice si sta ritagiando da solo la sua fetta di mercato, ma a me interessava principalmente la riflessione, anche alla luce degli ultimi problemi di vulnerabilità riscontrati da Excel.

screenshot openoffice

Se poi vi ritenete hacker di successo per aver crackato una versione di microsoft office allora non ho nulla da ridire, ma vorrei ricordare che la migliore definizione di hacker non è legata al concetto di illegalità, ma al concetto di libertà: ossia la capacità di pensare anche con la testa propria, uscendo dagli schemi prestabiliti che la società (e nel nostro caso le società di software) ci impone.

Jan 19

Block Blog

Il blog è un fenomeno il cui successo ha avuto un’importanza fondamentale nel rimescolare l’assetto odierno dei media e della comunicazione.

Rispetto al passato oggi chiunque abbia una connessione alla rete, e ormai siamo la quasi totalità di individui nei paesi sviluppati, ha a disposizione mezzi gratuiti per poter esprimere opinioni, condividere informazioni e suscitare discussioni. Non è nemmeno necessaria una conoscenza minima dei linguaggi di programmazione in quanto esistono dei servizi già predisposti.

Inizialmente il privilegio era riservato alle Università e ai centri di ricerca, coloro che hanno sviluppato tra l’altro anche la rete internet. Oggi il blog è un mezzo che ci dà voce, ci permette di esprimere idee ed opinioni e renderle disponibili per una platea pressochè totale. Le informazioni nella rete sono raggiungibili da chiunque, e i motori di ricerca svolgono i loro compiti di indicizzazione in maniera sempre più efficiente. Ciò da la possibilità di accedere ad un numero sempre maggiore di informazioni e in maniera sempre più coerente alla ricerca effettuata.

Provate a fare un semplice esperimento: digitate il nome di qualcuno che conoscete su Google e state a vedere che succede. Non sono molti coloro che non compaiono tra i risultati e difficilmente non ci sarete voi, lettori di blog ed utenti tecnologicamente più avanzati.

MySpace, Facebook, Linkedin sono tutti servizi che raccolgono informazioni su di noi e che dovrebbero essere utilizzati con attenzione se non si vuole disperdere pezzi di sè nella rete. Ci rendono riconoscibili e rintracciabili, ci permettono di farci conoscere e di ampliare la nostra rete di conoscenze. Il web è un mezzo fantastico, ci mette in comunicazione. E il blog è quel fenomeno che è esploso fin dall’inizio rivelandosi uno strumento ormai irrinunciabile per le persone, e poi anche per le aziende.

Cos’è un blog? Il termine da cui deriva è weblog che significa traccia nella rete. E’ un sito personale dove scrivere i propri pensieri. Col passare del tempo si sono arricchiti di nuove forme multimediali e oggi si presentano sotto molteplici vesti.

Grazie a questo strumento chiunque può divulgare in internet opinioni ed informazioni, stimolando la discussione con i visitatori che normalmente hanno la possibilità di commentare gli interventi (i post). I commenti possono essere sia liberi che moderati, ciò significa che possono essere soggetti a censura o devono essere approvati dal moderatore (il proprietario del blog) prima di essere pubblicati.

Molte esperienze dimostrano come i blog dove la discussione non mantiene carattere di lealtà e libertà perdono presto l’interesse dei lettori e, nei casi in cui il fatto non sia apertamente dichiarato, viene smascherato dal pubblico. Alcune aziende hanno fatto brutte esperienze in questo senso, pensando di poter imbrogliare e manipolare informazioni e giudizi ricreando situazioni non reali, blog inventati per farsi pubblicità in sostanza, e venendo poi smascherate platealmente.

La rete è un luogo aperto, dove può apparire semplice mascherarsi ed imbrogliare, ma per lo stesso motivo è anche più facile essere smascherati. I blogger autorevoli si sono guadagnati la stima dei lettori col tempo e con la “lealtà”. Con la qualità dei contenuti e con la capacità di renderli fruibili ed appassionanti. Esistono troppe alternative e fonti di informazioni per sperare di presentarne di alterate.

La rete è un luogo più trasparente della realtà in molti casi. Essa si è anche proposta come luogo di discussione su temi scottanti e provocatori, su cui prima probabilmente veniva tessuta una tela di omertà dai colossi della comunicazione o chi li controllava.

Chi non conosce Beppe Grillo e le sue campagne provocatorie portate avanti soprattutto grazie al web: ad oggi nella classifica di Technorati il suo è il 9° blog al mondo per visite, importanza ed autorevolezza.

La rete ci dà voce, in modo diretto ed inequivocabile con modalità innovative ed efficienti.
E dà voce a tutti allo stesso modo.

Jan 16

Non poteva mancare un post dedicato all’ultimo exploit dell’eclettico Steve Jobs.

Sono anni ormai che il keynote di casa Apple riscuote un successo incredibile: che sia per le effettive innovazioni tecnologiche o per la fede cieca dei fruitori Mac, ciò non toglie che il fenomeno sta prendendo sempre più piede a discapito del povero (!?) Bill Gates.

Il keynote di Steve Jobs del 2007 aveva raggiunto un apice che, a detta di molti, sarebbe stato assai arduo da surclassare o semplicemente eguagliare: la presentazione dell’Iphone (a quando in italia?) che aveva come killer application la semplice telefonata.

Successo più che eguagliato quest’anno con la presentazione del MacBook Air.

L’ultimo gioiello di casa apple ha molte innovazioni che potete vedere dal video ufficiale, in inglese, postato a capo del capitolo.

Ma per chi ama ancora le parole scritte, beh, ecco a voi una breve presentazione:

  • Widescreen da 13,3 pollici con webcam isight e microfono integrati
  • Il mac (ma possiamo dire anche il portatile!) più slim della storia
  • tastiera retroilluminata
  • trackpad multitouch simile nell’utilizzo all’iphone
  • scarso di porte in uscita e in entrata in pura tradizione apple, le porte in dotazione sono a scomparsa sul lato destro del macbook. L’alimentazione è invece presente sul lato sinistro
  • presenti nella confezione adattatori Dvi e Vga
  • memoria fisica da 64 Gb Flash: una delle maggiori innovazioni in quanto integra una memoria Flash e non un Hd
  • il lettore Dvd superdrive non è integrato ma esterno e collegabile tramite Usb
  • Remote Disc: una funzione interessante in quanto posso utilizzare il lettore Dvd di un’altro terminale, mac o pc, e visualizzare il contenuto del Dvd sul Macbook air. sempre tramite tecnologia wireless

Del resto apple ha voluto dedicare quest’anno al wireless. Ovvio che il suo prodotto di punta portasse nel suo nome il concetto d’aria e nella sua forma la leggerezza.

PS: tutti conoscete wikipedia, non tutti conoscete nonciclopedia.Oggi vogliamo provare a linkare questo Wiki a volte simpatico, altre volte irriverente.

Se avete il senso dell’umorismo ben sviluppato vi consiglio di farvi una passeggiatina al suo interno e soprattutto 4 risate belle e buone. Non vogliamo mancare di professionalità, semplicemente ricordare che a volte si può anche sorridere di buon gusto sopra le nuove tecnologie ;)

Jan 12

faucet vcast videoregistraore online

Internet Tv: ossia tanti progetti ma ancora poca brace sul fuoco.

Potrebbe essere una definizione attuale del concetto di internet Tv vagamente ambito da società e privati ma ancora non del tutto realizzato in forma concreta.

Innanzitutto è doveroso ricordare che la Tv via internet non inventa nulla di nuovo ma ri-media un concetto già esistente e fortemente utilizzato: in poche parole nessuna rivoluzione, nessuna invenzione straordinaria ma semplicemente una nuova possibilità di fruire un medium attraverso linguaggi nuovi o ri-mediati.

Dopo questa breve introduzione che sarà approfondita in seguito voglio presentarvi oggi un modo interessante di fruire la vecchia televisione su pc o mac che si possieda: Faucet PVR.

Niente di meno che un videoregistratore on-line.

Questo servizio permette di videoregistrare le trasmissioni in onda sulla Tv analogica o sulla Tv digitale terrestre e fruirle successivamente come un normale video sul vostro Pc.Domani sera c’è una trasmissione su Rai 2 che mi interessa? Bene, programmo il Faucet e lui da solo si preoccupa di registrare e tenerla sui suoi server per un massimo di tre giorni entro i quali o la scarico sul mio Pc o Mac con un comune programma di sottoscrizione a video-podcast, oppure la fruisco online dal browser come un normalissimo video di Youtube.

Le registrazioni non hanno limiti o restrizioni temporali: possono durare a mio piacimento, ben cosciente che una lunga durata implica un maggior carico di Mb da scaricare successivamente… ma che ci volete fare, ognuno fa i conti con la sua connessione ;-) .

Vediamo allora come possiamo utilizzarlo:Dopo essere approdati, per prima cosa bisogna iscriversi al sito rilasciando nome e cognome, nonché l’autodichiarazione di essere in regola con il pagamento del canone televisivo. Questa dichiarazione è importante in quanto regola la legalità della fruizione in casa del servizio.

In secondo luogo si decide cosa registrare, da che canale, in che qualità (variabile dalla bassa qualità dell’ipod, passando per il Divx per arrivare all HD dell’Apple TV) e infine orario e scadenza della trasmissione. Posso impostare anche registrazioni giornaliere (chi lo sa… magari qualcuno non può perdere nemmeno una puntata di “Porta a porta”!) o settimanali.

registrare tv online

A questo punto si clicca su “registra” e il gioco è fatto. Compariranno sotto la semplice interfaccia i dati della registrazione programmata: niente di più semplice!

servizio videoregistratore online free

Per iscriversi automaticamente al servizio RSS e quindi scaricare sul proprio pc le trasmissioni registrate è sufficiente cliccare sul tasto “iscriviti” e definire quale programma sia più adatto alla fruizione. Io uso Itunes, ma esistono alternative opensource come Mirò che non hanno proprio nulla da invidiare al software di casa apple.

registrare tv online gratis

Un’ultima nota: i creatori di questo servizio gratuito sono stati citati in giudizio da Mediaset, pertanto gli unici canali non disponibili sono quelli di casa Mediaset. Ovviamente il polo televisivo privato temeva che uno gratuitamente potesse registrarsi le varie serie televisive di successo, così hanno bloccato il potenziale nemico. La cosa simpatica è che i signori Mediaset dovrebbero fare un giro per tutte le case degli italiani e sequestrare tutti i videoregistratori analogici o digitali che siano. Finché non lo fanno almeno in casa si può stare tranquilli e si possono registrare tutte le puntate di “Chi vuol essere milionario?”

Un servizio per me formidabile, semplice da usare ma soprattutto gratuito: maggiormente interessante perché prima di rimodellare il concetto di Tv sulla rete, permette di fruire della vecchia Tv in formato digitale.

Il tutto legato dal concetto di gratuito… meglio di così?!?!?!

Jan 8

primopost Webepoque

 

Nella Grecia antica era in voga un termine univoco per definire sia la droga che la medicina: pharmacon. Indistintamente tale termine era usato sia per curare sia per elevare a stati oltre la coscienza la gente. Coloro che avevano accesso a tutto ciò erano i medici: custodi del sapere non ancora antico ma racchiuso da una aura di arcano.

Ed è questo lo spirito che a 2500 anni di distanza invade e pervade il web: un mondo legittimizzato da una storia alle spalle e pervaso da nuovi sacerdoti pronti a predicare il loro credo fatto di software, community, social network e mondi virtuali. Un credo pervaso da affiliazioni e fedeltà: un credo che ha tutte le caratteristiche per essere una nuova religione. Quante volte ci siamo scontrati con amici e conoscenti che dicono: “Io uso Windows!”, “Io resto fedele a Mac!” o “Io lavoro solo con Linux”. Ognuno porta le sue valide dimostrazioni sulla compatibilità, sulla facilità d’uso o sulla possibilità di personalizzazione. Ognuno ha un motivo per porsi in uso ed adorazione dell’elettrodomestico che più di tutti gli altri riesce a mettere in comunicazione globale l’uomo.

Ecco perché nasce questo progetto: da utenti appartenenti a diversi credo della nuova religione, senza alcuna pretesa di esaustività e in totale apertura alla vostra discussione, vogliamo porre interrogativi, offrirvi pillole in puro stile 2.0 affinché siate tutti utilizzatori maggiormente consapevoli di ciò che tutti i giorni utilizzate, anche solo per mandare una mail, anche solo per vedere le foto della vostra digitale, a anche solo per passare una serata su Youtube al posto che di fronte al decrepito Pippo Baudo o al sovrappeso Jerry Scotti.

Le nostre saranno pillole che potrete prendere, commentare, oppure, perché no, anche distruggere a patto di mantenere un carattere democratico e rispettoso dell’opinione altrui. Saranno pillole per distogliervi dalla dipendenza di un web tanto user-friendly quanto sconosciuto per portarvi alla gestione cosciente delle vostre azioni nella rete.

Siamo nell’era del Web: un’era non più fondata in astratte credenze ma in lunghe stringhe di bit semplici ma non facili. Un’era che permette a tutti di realizzare la profezia di Andy Warhol che diceva che prima o poi tutti saranno famosi anche se solo per 5 minuti. Un’era in cui bisogna imparare a difendersi, a capire, a utilizzare in maniera cosciente ciò che ci è dato tra le mani e che sta diventando sempre più indispensabile.

Camminiamo assieme in questa epoca utilizzando appieno i suoi strumenti:

Un benvenuto a tutti nella Webepoque.

Jan 5

Anno 0