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Webepoque

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Nella Grecia antica era in voga un termine univoco per definire sia la droga che la medicina: pharmacon. Indistintamente tale termine era usato sia per curare sia per elevare a stati oltre la coscienza la gente. Coloro che avevano accesso a tutto ciò erano i medici: custodi del sapere non ancora antico ma racchiuso da una aura di arcano.

Ed è questo lo spirito che a 2500 anni di distanza invade e pervade il web: un mondo legittimizzato da una storia alle spalle e pervaso da nuovi sacerdoti pronti a predicare il loro credo fatto di software, community, social network e mondi virtuali. Un credo pervaso da affiliazioni e fedeltà: un credo che ha tutte le caratteristiche per essere una nuova religione. Quante volte ci siamo scontrati con amici e conoscenti che dicono: “Io uso Windows!”, “Io resto fedele a Mac!” o “Io lavoro solo con Linux”. Ognuno porta le sue valide dimostrazioni sulla compatibilità, sulla facilità d’uso o sulla possibilità di personalizzazione. Ognuno ha un motivo per porsi in uso ed adorazione dell’elettrodomestico che più di tutti gli altri riesce a mettere in comunicazione globale l’uomo.

Ecco perché nasce questo progetto: da utenti appartenenti a diversi credo della nuova religione, senza alcuna pretesa di esaustività e in totale apertura alla vostra discussione, vogliamo porre interrogativi, offrirvi pillole in puro stile 2.0 affinché siate tutti utilizzatori maggiormente consapevoli di ciò che tutti i giorni utilizzate, anche solo per mandare una mail, anche solo per vedere le foto della vostra digitale, a anche solo per passare una serata su Youtube al posto che di fronte al decrepito Pippo Baudo o al sovrappeso Jerry Scotti.

Le nostre saranno pillole che potrete prendere, commentare, oppure, perché no, anche distruggere a patto di mantenere un carattere democratico e rispettoso dell’opinione altrui. Saranno pillole per distogliervi dalla dipendenza di un web tanto user-friendly quanto sconosciuto per portarvi alla gestione cosciente delle vostre azioni nella rete.

Siamo nell’era del Web: un’era non più fondata in astratte credenze ma in lunghe stringhe di bit semplici ma non facili. Un’era che permette a tutti di realizzare la profezia di Andy Warhol che diceva che prima o poi tutti saranno famosi anche se solo per 5 minuti. Un’era in cui bisogna imparare a difendersi, a capire, a utilizzare in maniera cosciente ciò che ci è dato tra le mani e che sta diventando sempre più indispensabile.

Camminiamo assieme in questa epoca utilizzando appieno i suoi strumenti:

Un benvenuto a tutti nella Webepoque.

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