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Feb 29

Google Sites

Google Sites è la nuova applicazione web-editing di Google che permette a chiunque di creare un sito, in modo assolutamente semplice e veloce. L’applicazione, accessibile da qualunque terminale e senza installazione va a completare il pacchetto web-based offerto da Google in concorrenza all’offerta Microsoft di applicazioni tradizionali. Il servizio fa parte del pacchetto Google Apps Team Edition dedicato alle organizzazioni per migliorare la collaborazione tra colleghi o studenti grazie alla condivisione di informazioni, quindi non è accessibile da un account personale, almeno per ora.

La struttura è studiata per rendere la creazione delle pagine semplici e alla portata dell’utente meno smaliziato. Non è necessaria alcuna conoscenza del linguaggio html, in pochi click si sceglie un template e si possono pubblicare testi, video, immagini e quant’altro grazie anche agli altri strumenti del web (di Google) quali Youtube ad esempio.

Lo spazio pubblicato sarà visibile, in base alla specifica esigenza solo ai proprio collaboratori, ad un gruppo più ampio di utenti oppure a tutti. E possono essere settati diversi livelli di accesso e modifica delle informazioni.

Il costo dello spazio web, gratuito entro un certo limite, sarà offerto da Google ad un prezzo verosimilmente molto competitivo.

I vantaggi offerti da un applicazione di questo tipo sono evidenti, ancor più se confrontati all’analoga concorrente di Microsoft (SharePoint):

  • accesso all’applicazione da qualunque terminale, senza installazione
  • utilizzo dello spazio web di Google che annulla la necessità di gestire in azienda dispendiosi server
  • semplicità di utilizzo
  • integrazione con altri servizi offerti da Google
Feb 25

logo nonciclopedia

Chi non conosce wikipedia? Dai bambini delle elementari che devono fare le ricerche per la maestra, agli studenti universitari, fino ai padri di famiglia tutti conscono la più famosa ed interoperabile enciclopedia gratuita online.

Ma non tutti conoscono Nonciclopedia: l’antiwikipedia per eccellenza.

Un wiki in puro stile web 2.0 con alcuni vantaggi: morirete dalle risate e non vedrete l’ora di aprire le pagine correlate per aggiungere risate su risate.

Alcune pagine peccano di volgarità e blasfemia, senza ombra di dubbio, ma credo che l’utente sia in grado di distinguere tra ciò che è ironia e ciò che è simpatia…

Ah, e se vostro figlio vi chiede come nascono i bambini… beh, siamo nella webepoque per cui la risposta ce la suggerisce nonciclopedia alla voce internet:

Papà, nell’era moderna come nascono i bambini?
Ecco come:
Il papà ha conosciuto la mamma in una chat. Più tardi la mamma e il papà si sono incontrati in un cybercafè, e nel bagno la mamma voleva fare un paio di download dal joystick del papà.
Quando poi il papà era pronto per l’upload, ci siamo accorti improvvisamente che non avevamo installato nessun firewall… ma purtroppo era già tardi per premere Cancel o Escape, e la finestra “Vuoi veramente eseguire l’upload?” l’avevamo già disattivata all’inizio sotto Opzioni e Proprietà.
L’antivirus di mamma da tempo non faceva più l’update, e non ha riconosciuto il Blaster worm del papà. Così abbiamo premuto il tasto Enter e alla mamma si è aperta una finestra con la comunicazione “Tempo previsto per il download: 9 mesi”.

Cercate la vostra città, la vostra regione o quello che vi pare su questa enciclopedia: fatevi due risate e se la voce non esiste o se la ritenete poco ironica e troppo offensiva… beh… è un wiki… potete sempre modificare e magari farcele notare… ;)

Feb 22

Microsoft open source unione europea steve balmer

In Microsoft si annunciano rivoluzioni. Attraverso le parole di Steve Balmer (CEO), che non lasciano spazio a fraintendimenti, Microsoft spiega che si tratta di “un significativo cambiamento nel modo in cui intendono condividere le informazioni relative ai loro prodotti e alle loro tecnologie”.

In sostanza vogliono rendere i software più aperti, più open source, se vogliamo utilizzare una parola che a noi di Webepoque piace molto perchè porta con sè risvolti interessanti. Nel caso di Microsoft i vantaggi sarebbero evidenti e reali per tutti:

  • maggiore tranquillità per gli sviluppatori che non sarebbero più perseguiti penalmente
  • maggiore interoperabilità con piattaforme e formati diversi
  • un netto miglioramento in termini di trasparenza con i clienti

La scelta di seguire questa strategia pare derivare in larga misura dai problemi avuti con la corte di giustizia europea, che ha riconosciuto Microsoft colpevole di abuso di posizione dominante. Parte della sentenza diceva infatti che la società doveva adottare alcune misure, quali quelle annunciate per riportare la situzione alla normalità. Ma l’Unione Europea ha accolto la notizia con freddezza ribadendo che Microsoft dovrà comunque pagare i 497 milioni di euro di multa.

Alla pratica dei fatti cosa cambierà?

Microsoft fornirà gratuitamente le API e i protocolli di comunicazione dei suoi programmi più diffusi, 30.000 pagine di documentazione che permetteranno agli sviluppatori di sbizzarrirsi. Verrà però limitato lo sviluppo alle applicazioni con licenza Open Source, perchè per prodotti commerciali verrà richiesta, in ogni caso, una royalty. Ecco cosa dice il comunicato ufficiale:

“Microsoft indicherà quali protocolli saranno coperti da brevetti e renderà disponibili tutti questi brevetti a condizioni ragionevoli e non discriminatorie, con royalty basse…. Gli sviluppatori open source avranno la possibilità di utilizzare gratuitamente la nostra documentazione per sviluppare i propri prodotti e le società che saranno interessate a distribuzioni commerciali delle implementazioni dei nostri protocolli potranno ottenere una licenza sul brevetto da parte di Microsoft, come altrettanto saranno in grado di fare le aziende che riceveranno queste implementazioni da un distributore privo di licenza per l’utilizzo del brevetto”

Cercano di adeguarsi alle direttive dell’Unione Europea e alle imposizioni della sentenza, migliorando allo stesso tempo lo scambio dei dati fra Office e le applicazioni più diffuse sviluppate in altri formati aperti, oggi talvolta problematico, e favorendo la relazione con i progetti open source, una formula di sviluppo dalla provata validità.

Mi sembra un mezzo passo avanti, dopo quelli già fatti da concorrenti quali Google e Facebook nella direzione dell’Open Source. Manterranno la parola questa volta o, come è successo già ripetutamente, sono proclami a vuoto? Il titolo in borsa ha reagito con un leggero rialzo, quindi moderata fiducia da parte degli azionisti. Vedremo….

Per quel che mi riguarda, vi scrivo da una macchina che utilizza Ubuntu, e sto benissimo così ;-)

Feb 19

wifi max

Si avvicina sempre più il momento in cui il digital divide, almeno in italia, sarà solo un lontano ricordo.

Io ora sto scrivendo da Guidonia, cittadina fuori Roma vicina a Monte Celio ben ricoperta dalla rete. Ma,nella via dove sono ospitato, l’ultima casa, cioè quella in cui gurda caso sono, non è raggiunta dalla rete adsl per pochi motivi tra cui:

  • creare un ponte di cavi costa alla telecom circa 20000 euro, investimento che non vale la pena di fare, almeno per la telecom.
  • se anche decidessero di fare una cosa del genere incombe un piccolo problema: saremo giusto alla fine di una dorsale il che implica la ricezione di un segnale perlomeno avariato.
  • In terza analisi, la centralina, alla quale questa povera casa avrebbe potuto collegarsi dopo la risoluzione dei punti sopracitati, è piena, non ha più uscite disponibili.

Non ci resta che piangere, o chiedere a l’ultimo fortunato detentore di una connessione nella via di condividerla attraverso un ponte radio ed è solo per questo che posso scrivere questo post. Ovviamente la qualità risultà un tantino scadente grazie alla grande instabilità dei ponti radio… ma piuttosto che un 56 Kb dai, non possiamo nemmeno lamentarci.

Ma a breve grazie al wifi max tutto ciò sarà miracolosamente risolto: Gentiloni nell’ottobre scorso ha indetto l’asta, ora l’asta è in corso. Conto che nell’arco dei prossimi 2 anni i miei colleghi di Guidonia avranno accesso alla rete anche nel bunker antiatomico costruito sotto questa casa e il tutto senza un cavo.

Ma non tutti sono pienamente d’accordo con ciò:

Beppe Grillo ha aperto una campagna contro il wifi max dove non accetta l’intromissione da parte delle compagnie telefoniche detentrici dei diritti sulla tecnologia umts in italia. Un’ottima idea che impedirebbe una soluzione di monopolio a chi già detiene le redini della comunicazione mobile.

antigentiloni divide Wifi Max: lasta continua

Ma a questo punto io proporrei anche di vietare l’asta a chi detiene le redini in Italia della comunicazione fissa: cioè le compagni telefoniche di casa capitaniate in primis da Telecom. Del resto il wifi max è una sintesi tra fisso e mobile, o meglio sarà la soluzione che non creerà più distinzione tra fisso e mobile. Rimedierà il nostro concetto di accesso alla rete.

Infine non va dimenticato che l’accesso alla rete è prima di tutto accesso alle informazioni: la rete non è importante solo per la comunicazione ma in primis per l’informazione. E’ vero che risparmieremo tantissimo con il Voip, ma potremo sopratutto accedere costantemente all’informazione della rete. Ciò modificherà drasticamente la fruizione delle informazioni: i quotidiani dovranno rimediare le possibilità di fruizione, e grazie all’accesso veloce gli stessi Tg dovranno cambiare, potrebbe essere finalmente la realizzazione del sogno di un’informazione libera e non più legata ad orari, un’informazione pluralista.

Potrebbe, ma…

Tra i partecipanti all’asta ci sta un certo gruppo Mediaset che credo non abbia bisogno di presentazioni: ora, la corsa al wifi max di uno dei principali gruppi informativi italiani di proprietà del presidente di uno dei maggiori partiti italiani ha il sapore di una regressione ad una dittatura informativa molto più pericolosa che la detenzione da parte di operatori umts delle stesse frequenze.

Nessuna caccia alle streghe signori e signore… anche perchè poco avremo da cacciare, possiamo solo riflettere e augurarci che l’informazione possa essere libera, che l’accesso alla rete possa essere garantito a tutti e che per una volta tanto, se almeno dobbiamo farci fregare, siamo coscienti della fregatura che prendiamo.

Errata Corrige:

Notizia di oggi, 22 febbraio 2008, nuovi ritiri nella corsa alle licenze wifi max. Tra le società che si ritirano compare anche Elettronica industriale del gruppo Mediaset.

Feb 17

web 2.0 minimal

Pochi giorni fa si parlava di vera e propria fine di un’era: l’era del web 1.0. Con il tentativo di acquisizione da parte del colosso di Redmond del famoso motore di ricerca yahoo e lo stop allo sviluppo di uno dei primi e più famosi browser per la navigazione Netscape navigator, l’affermazione ha i suoi validi fondamenti.

Se dunque finisce un’era del web, a cosa stiamo tendendo?

Ovviamente stiamo tendendo al web 2.0: ma cosa significa tale affermazione a me poco affine ma tanto in voga per i navigatori della rete?

La definizione di web 2.0 è spesso infarcita dal concetto di interattività: grazie a questo modo di fruire il web ogni singolo utente di passaggio nella rete può essere parte integrante nella costruzione di bit. Pensate solo ai vari format nati con questo nuovo concetto di web: dal blog, forse il più famoso e conosciuto, fino ai vari wiki presenti nella rete di cui wikipedia è capostipite e fratello maggiore. Ma per la definizione di web 2.0 non possiamo nemmeno escludere o dimenticare i vari social network, ovviamente di tutti i tipi: da quello video come Youtube, a quello fotografico come Facebook, da quello deidicato alla pubblicazione di curriculum vitae come Linkdin, a quello dedicato ad una presentazione di se stessi come myspace. I mass media ovviamente gonfiano a loro uso e consumo il fenomeno.

L’anno scorso è stato l’anno dedicato ai mondi virtuali ed in particolare a Second Life, quest’anno le riflessioni si spostano invece sul mondo del mobile, dall’annunciatissimo iphone alla concorrenzialità di smartphone con sistemi operativi fondati su linux, per non parlare del tanto atteso android prodotto da google.

Ma quale sarà il futuro del web?

Mi permetto di dare una semplice opinione alla quale sono giunto durante le varie ore di navigazione in rete. I mondi virtuali sono affascinanti, senza ombra di dubbio: ho dedicato la mia intera tesi di laurea a Second Life vedendo in questo mondo il nuovo modo di fruire il web, il famoso web 3D. Ma hanno ancora un problema: la semplicità di fruizione. I mondi virtuali necessitano di strumentazione hardware fuori dalla portata di tutti i dispositivi, e come se non bastasse, necessitano pure di una connessione di rete stabile e veloce. Tutte prerogative che escludono perlomeno l’Italia da una corretta fruizione e di conseguenza le varie società da una possibilità d’investimento in ciò.

Al contrario i siti web si stanno rifacendo sempre più al concetto di minimal: il blog stesso, a partire dal blog di beppe grillo, per citare un’esempio famoso, è una riconduzione all’essenziale della pagina web. Per non parlare dei vari motori di ricerca: Google si è imposto per la sua pagina minimalista a differenza di altri motori. Ma basta una semplice osservazione durante la navigazione per vedere un tentativo di minimalizzare i fronzoli delle varie pagine web.

Credo che un tale ritorno al minimalismo sia in particolare dovuto all’espansione di dispositivi in grado di fruire delle rete internet grazie alle varie tecnologie disponibili per la navigazione. Dispositivi di varia natura, spesso portatili, che a causa delle loro dimensioni ridotte non possono integrare un’hardware di ultima generazione in quanto a potenzialità. Ecco perchè nella mia opinione vedo il web 2.0 caratterizzato più da un ritorno a impostazioni semplici pur dotate di interattività che tendente ad una fruizione in tre dimensioni. Ma sopratutto questo minimalismo che si sta imponendo non solo per gusto estetico è l’unico modo per tornare all’archetipo concetto di fruizione rete: informazione libera per tutti.

Della serie… decretata la fine di un’epoca non solo si prova nostalgia ma addirittura, pur con le innovazioni tecnologiche, tendiamo ancora alle origini…

Feb 14

Naked Conversations

I viaggi in treno favoriscono la riflessione, almeno nel mio caso. Ieri tornando da Roma mentre leggevo “Naked Conversations”, il libro di Israel e Scoble sui blog, ho scoperto che alcune mie teorie venivano confermate da voci decisamente autorevoli. In realtà sto leggendo la versione italiana del libro, ma mi sfugge il titolo tradotto in questo momento ;-)

Quanti di voi guardano ancora la tv? Personalmente, esclusi rari episodi in cui seguo alcuni programmi di attualità la sera tardi e i miei serial investigativi, non la guardo più. Mi sono stancato di subire la comunicazione, o almeno un certo tipo di comunicazione.

La mole di annunci pubblicitari è insopportabile. Ci bombardano con spot, televendite, “consigli” su prodotti e servizi che al 98% di noi (dato medio) non interessano. Ormai la maggioranza delle persone ha sviluppato una sua auto-difesa, e la pausa pubblicitaria è il pretesto per varie attività quali ad esempio:

  1. analizzare il contenuto del frigorifero,
  2. visitare il bagno,
  3. telefonare,
  4. controllare la casella e-mail,
  5. leggere le ultime notizie sul televideo

Ma la domanda è… quando finirà tutto questo? Grazie ad internet è possibile fare advertising (direi pubblicità, ma il termine chissà perchè si adatta meno al web) con costi ridotti, colpendo una fascia del target specifica e con strumenti che permettono una valutazione del ROI che i mezzi tradizionali si sognano.

Piccole aziende, che prima non si sarebbero permesse investimenti in comunicazione, oggi con sforzi minimi, buona volontà e un pizzico di fantasia possono farsi conoscere attraverso il web. Tra le modalità più efficaci sicuramente c’è il blog, uno strumento che mette in comunicazione con i clienti e favorisce una circolazione virale delle informazioni. E vi fidate più del parere di una persona o di uno spot alla tv quando valutate un acquisto?

Ovviamente esiste un risvolto della medaglia,e usando internet per le campagne pubblicitarie il target che si va a colpire è ancora limitato. La popolazione che naviga nel web rimane sempre una nicchia rispetto ai grandi numeri che fanno giornali e tv, ma se nella nicchia rientrano i nostri obiettivi è da pazzi non sfruttare il mezzo per un paio di motivi su tutti:

  • i costi bassi
  • l’efficacia della comunicazione

Internet ha fatto la fortuna di prodotti quali Google, ICQ, Skype, Firefox tanto per citarni alcuni. Microsoft ha migliorato la sua immagine grazie ai blog dei suoi dipendenti. Per una volta ad essere rimasta indietro (per modo di dire…) è Apple anche se, in quanto a immagine non è assolutamente dietro ai suoi concorrenti, anzi.

Quindi ancora una volta….. viva il web.

Feb 11

Webepoque SEO iniziative

 

Il blog è conversazione, quante volte lo avrò ripetuto?

Il nostro progetto è ancora molto giovane, ma già sta cambiando il nostro approccio di scrivere e di considerare il mezzo. Non è facile coinvolgere voi lettori con argomenti stuzzicanti favorendo il dibattito. Rispetto alla nostra idea iniziale, per ragioni di tempo più che altro, abbiamo lasciato da parte i temi e gli argomenti più impegnativi, quelli che richiedono ricerca e riflessione per essere affrontati in maniera degna, e ci siamo occupati piuttosto di applicazioni e strumenti. Meno teoria e filosofia a favore della pratica.

Ma la nostra natura rimane quella di animali del web2.0 (quindi animali sociali) ed anche la sera, quando uscendo con gli amici ci ritroviamo faccia a faccia davanti ad una birra, fatichiamo a non coinvolgerli in discussioni (quasi) filosofiche sul web e i suoi utilizzi. C’è da dire che loro non sempre sanno apprezzare le nostre argomentazioni ;-)

E allora ben vengano inziative come quella promossa da Marco Ziero ed Alessandro Binello in cui confrontarsi alla pari, discutere e crescere, con chi nutre altrettanta passione per temi come l’advertising online, così attuale di questi tempi.

L’appuntamento è per il 7 Marzo presso l’Osteria Muscoli in centro a Treviso, per tutte le informazioni visitate il sito dell’iniziativa, che è aperta a tutti.

Un grazie a Marco Ziero che ci ha invitati personalmente a partecipare. Noi al 95% ci saremo

CORREGGO: ci saremo al 100%.

Feb 9

Keepvid: scaricare video da Youtube Google video download ifilm salvare

Quante volte avreste voluto scaricare il filmato che avete trovato su Youtube, Google Video e sugli ormai numerosissimi servizi similari?

E’ possibile farlo in modo semplicissimo, con Keepvid non serve installare nessuna applicazione nel vostro pc. E’ sufficiente andare nel sito in questione e copiare il link della pagina web del video che volete salvare nel form per far partire il download. Il file scaricato sarà in formato .flv, ma lo potrete facilmente convertire in quello di vostro gradimento, soprattutto nel caso poi lo vogliate riprodurre sui dispositivi multimediali quali IPod o lettori più generici che  riconoscono solo  alcuni formati.bookmarklet scarica video youtube click google video salvare

I siti supportati dal servizio sono molti. Per i più pigri hanno creato anche il bottone da aggiungere alla barra del browser che permette il download del video visualizzato con un semplice click.

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