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Il futuro del Web

web 2.0 minimal

Pochi giorni fa si parlava di vera e propria fine di un’era: l’era del web 1.0. Con il tentativo di acquisizione da parte del colosso di Redmond del famoso motore di ricerca yahoo e lo stop allo sviluppo di uno dei primi e più famosi browser per la navigazione Netscape navigator, l’affermazione ha i suoi validi fondamenti.

Se dunque finisce un’era del web, a cosa stiamo tendendo?

Ovviamente stiamo tendendo al web 2.0: ma cosa significa tale affermazione a me poco affine ma tanto in voga per i navigatori della rete?

La definizione di web 2.0 è spesso infarcita dal concetto di interattività: grazie a questo modo di fruire il web ogni singolo utente di passaggio nella rete può essere parte integrante nella costruzione di bit. Pensate solo ai vari format nati con questo nuovo concetto di web: dal blog, forse il più famoso e conosciuto, fino ai vari wiki presenti nella rete di cui wikipedia è capostipite e fratello maggiore. Ma per la definizione di web 2.0 non possiamo nemmeno escludere o dimenticare i vari social network, ovviamente di tutti i tipi: da quello video come Youtube, a quello fotografico come Facebook, da quello deidicato alla pubblicazione di curriculum vitae come Linkdin, a quello dedicato ad una presentazione di se stessi come myspace. I mass media ovviamente gonfiano a loro uso e consumo il fenomeno.

L’anno scorso è stato l’anno dedicato ai mondi virtuali ed in particolare a Second Life, quest’anno le riflessioni si spostano invece sul mondo del mobile, dall’annunciatissimo iphone alla concorrenzialità di smartphone con sistemi operativi fondati su linux, per non parlare del tanto atteso android prodotto da google.

Ma quale sarà il futuro del web?

Mi permetto di dare una semplice opinione alla quale sono giunto durante le varie ore di navigazione in rete. I mondi virtuali sono affascinanti, senza ombra di dubbio: ho dedicato la mia intera tesi di laurea a Second Life vedendo in questo mondo il nuovo modo di fruire il web, il famoso web 3D. Ma hanno ancora un problema: la semplicità di fruizione. I mondi virtuali necessitano di strumentazione hardware fuori dalla portata di tutti i dispositivi, e come se non bastasse, necessitano pure di una connessione di rete stabile e veloce. Tutte prerogative che escludono perlomeno l’Italia da una corretta fruizione e di conseguenza le varie società da una possibilità d’investimento in ciò.

Al contrario i siti web si stanno rifacendo sempre più al concetto di minimal: il blog stesso, a partire dal blog di beppe grillo, per citare un’esempio famoso, è una riconduzione all’essenziale della pagina web. Per non parlare dei vari motori di ricerca: Google si è imposto per la sua pagina minimalista a differenza di altri motori. Ma basta una semplice osservazione durante la navigazione per vedere un tentativo di minimalizzare i fronzoli delle varie pagine web.

Credo che un tale ritorno al minimalismo sia in particolare dovuto all’espansione di dispositivi in grado di fruire delle rete internet grazie alle varie tecnologie disponibili per la navigazione. Dispositivi di varia natura, spesso portatili, che a causa delle loro dimensioni ridotte non possono integrare un’hardware di ultima generazione in quanto a potenzialità. Ecco perchè nella mia opinione vedo il web 2.0 caratterizzato più da un ritorno a impostazioni semplici pur dotate di interattività che tendente ad una fruizione in tre dimensioni. Ma sopratutto questo minimalismo che si sta imponendo non solo per gusto estetico è l’unico modo per tornare all’archetipo concetto di fruizione rete: informazione libera per tutti.

Della serie… decretata la fine di un’epoca non solo si prova nostalgia ma addirittura, pur con le innovazioni tecnologiche, tendiamo ancora alle origini…

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