
In Microsoft si annunciano rivoluzioni. Attraverso le parole di Steve Balmer (CEO), che non lasciano spazio a fraintendimenti, Microsoft spiega che si tratta di “un significativo cambiamento nel modo in cui intendono condividere le informazioni relative ai loro prodotti e alle loro tecnologie”.
In sostanza vogliono rendere i software più aperti, più open source, se vogliamo utilizzare una parola che a noi di Webepoque piace molto perchè porta con sè risvolti interessanti. Nel caso di Microsoft i vantaggi sarebbero evidenti e reali per tutti:
- maggiore tranquillità per gli sviluppatori che non sarebbero più perseguiti penalmente
- maggiore interoperabilità con piattaforme e formati diversi
- un netto miglioramento in termini di trasparenza con i clienti
La scelta di seguire questa strategia pare derivare in larga misura dai problemi avuti con la corte di giustizia europea, che ha riconosciuto Microsoft colpevole di abuso di posizione dominante. Parte della sentenza diceva infatti che la società doveva adottare alcune misure, quali quelle annunciate per riportare la situzione alla normalità. Ma l’Unione Europea ha accolto la notizia con freddezza ribadendo che Microsoft dovrà comunque pagare i 497 milioni di euro di multa.
Alla pratica dei fatti cosa cambierà?
Microsoft fornirà gratuitamente le API e i protocolli di comunicazione dei suoi programmi più diffusi, 30.000 pagine di documentazione che permetteranno agli sviluppatori di sbizzarrirsi. Verrà però limitato lo sviluppo alle applicazioni con licenza Open Source, perchè per prodotti commerciali verrà richiesta, in ogni caso, una royalty. Ecco cosa dice il comunicato ufficiale:
“Microsoft indicherà quali protocolli saranno coperti da brevetti e renderà disponibili tutti questi brevetti a condizioni ragionevoli e non discriminatorie, con royalty basse…. Gli sviluppatori open source avranno la possibilità di utilizzare gratuitamente la nostra documentazione per sviluppare i propri prodotti e le società che saranno interessate a distribuzioni commerciali delle implementazioni dei nostri protocolli potranno ottenere una licenza sul brevetto da parte di Microsoft, come altrettanto saranno in grado di fare le aziende che riceveranno queste implementazioni da un distributore privo di licenza per l’utilizzo del brevetto”
Cercano di adeguarsi alle direttive dell’Unione Europea e alle imposizioni della sentenza, migliorando allo stesso tempo lo scambio dei dati fra Office e le applicazioni più diffuse sviluppate in altri formati aperti, oggi talvolta problematico, e favorendo la relazione con i progetti open source, una formula di sviluppo dalla provata validità.
Mi sembra un mezzo passo avanti, dopo quelli già fatti da concorrenti quali Google e Facebook nella direzione dell’Open Source. Manterranno la parola questa volta o, come è successo già ripetutamente, sono proclami a vuoto? Il titolo in borsa ha reagito con un leggero rialzo, quindi moderata fiducia da parte degli azionisti. Vedremo….
Per quel che mi riguarda, vi scrivo da una macchina che utilizza Ubuntu, e sto benissimo così





