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May 30

firefox ie La volpe dei record

Stamattina mi sono svegliato e mi sono proposto di fare un articolo riflessivo sull’universo della rete.

Come al solito controllo la mail e in secondo luogo Google News: beh, per fortuna dei lettori l’articolo riflessivo e palloso è saltato a favore di un’iniziativa alla quale mi sento in obbligo di partecipare.

La Mozilla foundation ha lanciato, per la data di uscita non ancora definita di Firefox 3, il Download Day: l’idea è quella di avere il maggior numero di Download giornalieri mai registrato per un singolo software ed entrare nel guinnes dei primati.

Download Day - Italian

L’iniziativa per il Browser che ha maggior fama meritocratica al mondo è affascinante e noi di WebEpoque non potevamo non aderire. E chi ci legge oltre a non poter non aderire non può esimersi ora da leggere queste righe intrise di nostalgia, fantasia e commozione 2.0

Era il lontano 1994 quando due ragazzi, Jim Clark e Mark Andreessen decidono di fare un qualcosa di nuovo. Entrambi fondatotori della Netscape Communication Corporation iniziano a lavorare ad un progetto che avrà del rivoluzionario a livello internazionale: ma non ne erano coscienti. Mark aveva già lavorato ad un progetto interessante: un browser testuale chiamato Mosaic e aveva avuto l’idea di creare con Jim un browser grafico. E’ semplice dire a posteriori che quel momento ha cambiato il mondo: in verità non è vero. Più che aver cambiato il mondo, quel primo Browser grafico, Netscape Navigator, ha cambiato una piccola cosa nel mondo e cioè la possibilità di fruire della rete in modo diverso. Quel piccolo cambiamento ha avuto delle ripercussioni a livello mondiale ed è qui la loro genialità: loro non volevano cambiare il mondo, volevano cambiare una piccola cosa, ma ciò ha avuto delle ripercussioni in tutto il mondo.

Poi entra in gioco il genio malvagio di casa Redmond e da quel momento in poi Netscape cade nell’oblio: ma una volpe arriva dall’orizzonte e cavalca verso il sorpasso della letterina blu di casa M$.

Ora siamo in un momento che può diventare storico, un momento in cui un software opensource si appresta a dare la stoccata vincente a un software proprietario. Il momento della rivincita storica morale di chi quell’idea l’ha avuta di fronte ad una birra in un locale fumoso a suon di jazz nero. Il momento in cui il genio malvagio deve decidere di risalire con maggiore onestà: deve capire che il cliente non è uno schiavo asservito ai suo Sw ma un utente in grado di intendere e di volere. Un utente che può scegliere quale strumento utilizzare per la prima delle attività del suo PC casalingo: la navigazione in rete.

Non voglio fare retorica d’altri tempi con questo post: ma se riuscissi a smuovere anche solo una persona a scegliere e non accettare pacchetti precostituiti sarei sufficientemente contento :)

Non ho parlato di questioni tecnologiche: le questioni ingegneristiche non mi appartengono ma i dati pratici si. Zero crash, zero problemi, personalizzazione totale e velocità di navigazione… possono essere dei buoni motivi per votare la volpe di fuoco?

May 25

Asus Eeepc 900

Nel post precedente abbiamo parlato delle nuove major release legate al nuovo commercio di subnotebook.

In privato avevo fatto notare a Mattia, autore dell’articolo, che parlava del processore Intel Atom sia per l’MSI che per l’eeepc 901 ma non aveva fatto alcuna precisazione riguardo alle potenzialità di tale processore.

Informandomi ulteriormente ho scoperto che la sua presunta negligenza ;) era in realtà una mancanza di informazioni presenti nella rete. Informazioni mancanti fino a pochi minuti fa quando ho trovato questo post su eeepc.it

Un Celeron vale circa due Intel Atom

Nella recente conferenza per gli investitori Intel, Noury Al-Khaledy, direttore generale di Nettop, ha affermato che:

“Un Intel Atom, vale, in prestazioni, circa la metà di un Celeron”

E’ bene precisare fin da adesso, che l’affermazione non si riferisce al modello che verrà montato sul prossimo Eee PC 901, ma al modello attuale, considerato già di vecchia generazione.

Al-Khaledy, precisa che i nuovi processori non sono stati concepiti per essere veloci; l’idea che sta alla base, è quella di offrire processori piccolissimi e dal basso consumo energetico, studiati appositamente per i subnotebook, per la “nuova specie”, come la definisce Asus.

“It’s purposed built from the ground up to deliver an Internet centric usage model. Very simply what that means is, if you want to surf the Web… It does that great… It’s a consumption based machine (social networking, web browsing, very light editing)… It’s a very aspirational box for someone who’s trying to do a Net type of experience. If for example you want to watch HD video or you want to decode or encode videos, then we’ll be looking at a Core 2 Duo box…”

Questo post non vuole essere una pubblica richiesta di perdono 2.0 con il povero Mattia che ancora non recupera un contratto a progetto per avere lo sconto, ma semplicemente un porre l’attenzione sulla validità dell’acquisto del primo concorrente italiano di MSI wind Pc.

Se i punti a favore potevano essere legati oltre che all’Hd anche al processore per quanto riguarda l’MSI, da queste ultime informazioni ufficiali possiamo notare che magari non è tutto oro ciò che luccica. In un settore nuovo come quello dei subnotebook magari non è tanto importante la capacità di Hd che abbiamo al seguito, ma le sue prestazioni.

Qui di seguito il video dove si parla delle potenzialità tra Atom e Celeron

May 20

Asus EEE Pc

Il successo dell’EEE Pc, nel segmento degli ultraportatili, pare varcare ogni confine. I concorrenti stanno (rin)correndo ai ripari, e ASUS vuole sfruttare fino in fondo il vantaggio per essere arrivata prima sul mercato.

Andiamo nel dettaglio: arrivano a raffica nuove versioni del piccolo EEE Pc, ma a breve verranno lanciati anche ottimi prodotti concorrenti come MSI Wind Pc.

Le versioni del futuro utilizzeranno il nuovo processore Atom di Intel in grado di garantire prestazioni d’avanguardia. Gli schermi saranno leggermente più grandi rispetto al capostipite Asus con dimensioni tra gli 8 e i 10 pollici.

Per capire meglio le potenzialità del processore potete dare un’occhiata a questi test comparativi che mettono a confronto il nuovo processore Atom con quelli finora utilizzati.

Rimettendo ordine ci aspettano insomma delle belle novità nel 2008. Vediamo quali sono:

ASUS EEE Pc 900

ASUS EEE Pc 900

(da inizio giugno)

  • display 8.9 pollici widescreen
  • processore Intel Celeron
  • peso inferiore al kg
  • webcam integrata
  • hard disk a memoria solida (come le chiavette usb per intenderci) da 12 a 20 Gb
  • sistema operativo Windows Xp o Linux a scelta
  • prezzo di 399 euro IVA inclusa

Msi Wind PCMSI WIND Pc

(da fine giugno)

  • processore Intel Centrino Atom
  • sistema operativo Windows XP o Linux a scelta
  • schermo 10 pollici widescreen
  • hard disk sata 80 Gb
  • versioni da 299 e 399 euro

EEE Pc 901

(presentazione 3 giugno al Comdex, lancio in Italia sconosciuto) A quanto pare le prime immagini indicano che scomparirà il marchio Asus, trasformando EEE in vero e proprio brand, a testimonianza del successo e della forza che sta acquisendo diventando quasi un’icona nel settore. Staremo a vedere se questa indiscrezione sarà confermata.

  • processore Intel Centrino Atom
  • nuovo design e nuovo Touchpad
  • prezzo presumibile 420 euro
May 18

Una tre giorni interamente dedicata all’innovazione a Padova con un particolare occhio d’attenzione al web 2.0.

Poteva allora mancare la redazione di Webepoque?

Ovviamente no e, non potendo essere al completo, almeno metà della redazione è riuscita a partecipare ad almeno due conferenze sulle 20 programmate :D

Di maggiore interesse il forum “Social Network e Web 2.0: le relazioni virtuali che stanno cambiando il mondo” che vedeva come conferenzieri Mafe De Baggis, editorialist di Punto Informatico e consulente di digital marketing, Stefano Stravato, Internet Marketing Manager in FIAT, Gigi Tagliapietra, presidente del CLUSIT e Paolo Valdemarin, Chief Executive Officer, Evectors

La discussione partiva dalla questione legata alla maggiore predominanza della rete internet aquisita negli ultimi anni a discapito degli old-media: il web 2.0 con la sua caratteristica predominante in cui l’utente è anche autore della rete ha creato dei nuovi paradigmi sociali, modelli di socialità mai visti all’interno della società.

L’importanza del social network è legata in particolar modo alla rete di relazioni che si vengono ad instaurare: relazioni fondate sulla creazione di nuovi contenuti.

Non siamo più di fronte a grandi siti web, vetrine virtuali di un modo di essere, ma a vere e proprie società meritocratiche dove la persona vale per il valore dei suoi contenuti e non per quell’onore antico dato dal nome della famiglia. Cambia in queste società virtuali il concetto stesso di talento che non può essere indicato semplicemente come capacità preatica della persona ma anche come capacità personale di relazionarsi attraverso questo strumento ancora nuovo ma in rapida espansione.

E per quanto riguarda il marketing: beh, i social network sono l’ambiente migliore dove poter effettuare ricerche di mercato. Fino ad oggi si sperava che i mitici questionari, al momento della registrazione in un sito, potessero essere un ottimo strumento per comprendere i target. Ma ci si è resi conto che in realtà questi questionari molte volte sono compilati con superficialità: ecco perchè è l’analisi dei contentui prodotta spontaneamente da quelli che sono utenti-autori della rete a dare una maggior immagine del bisogno della popolazione.

In questa chiave di lettura il blog aziendale non trova solo il senso di essere ma diventa quasi scelta obbligata per un’azienda che vuole affacciarsi al terzo millennio in maniera competitiva: interessante in questo caso la testimonianza di Stefano Stravato, Internet Marketing Manager in Fiat, arrivato nell’azienda in un momento in cui l’azienda soffriva di una perdita d’immagine. La possibilità di ascoltare la voce dei clienti attraverso il blog è solo un esempio ma per noi è stato importante poter giustificare anticipatamente anche alcune scelte dell’azienda. Topico il problema dell’asticella sorreggi cofano nella nuova fiat 500: i clienti si sono lamentati e la possibilità da parte dell’ingegnere di rispondere che il costo dei pistoncini sorreggi cofano è stato investito per migliorare alcune altre parti della macchina è solo un semplice esempio di una società che non vuole più comprare a scatola chiusa ma vuole avere una giustificazione al denaro investito. Ovviamente il post si concludeva con l’affermazione: ci auguriamo che l’asticella apricofano sia solo un problema del vostro meccanico e che voi non la dobbiate usare.

Una precisazione: come ha commentato Stefano Stravato la mitica asticella non è della 500 ma della Fiat Bravo. Ecco l’estratto dall’articolo originale

Asticella cofano
Ho letto le critiche di alcuni di voi. Non nego che il pistoncino sia più funzionale. Ma abbiamo provato a metterci nei panni di un cliente ordinario. Mediamente un cliente normale non apre il cofano più di una volta ogni 6 mesi. E in molti casi non lo fa mai direttamente. Per un utilizzo così limitato, abbiamo ritenuto accettabile ricorrere alla soluzione dell’asticella, certamente più economica e anche più sicura, convinti di non penalizzare eccessivamente i clienti. Rischio di ripetermi, ma anche in questo caso abbiamo cercato di risparmiare su aspetti sui quali il cliente non ha vantaggi e abbiamo cercato di concentrare i nostri sforzi e i soldi sugli aspetti più rilevanti per il cliente, ad esempio sulla cura del dettaglio interni su cui in passato siamo stati giudicati un po’ deboli. Speriamo che ci si riconosca su questo un passo avanti. Con questo non voglio dire che abbiamo raggiunto la perfezione, ma solo che abbiamo cercato di migliorare. Si può fare meglio? Non c’è dubbio, è nostra volontà farlo, e questo è uno dei motivi del blog: ascoltare i commenti dei bloggers e farne tesoro per applicare le interessanti indicazioni che ci date prima possibile e ove possibile.

Lo so in questo pezzo di punti di riflessione sull’uso del web 2.0 sono tanti e magari nemmeno espressi in maniera ordinata. Non era semplice sintetizzare il carico di informazioni ricevute, ma non preoccupatevi, questo ambito di riflessione sarà molto ben analizzato in un futuro in cui il cliente ha sempre un maggior bisogno di chiarezza da parte delle aziende e il web sembra essere l’unica possibilità di comunicazione che abbiamo a disposizione.

May 10

wiki dissacrazione ed ignoranza

Colgo lo spunto da un articolo uscito sul portale di Dominio Pubblico, un esempio di giornalismo partecipativo tutto all’italiana.

L’autore Paolo Gazzola commenta la notizia relativa al fatto che l’associazione ProntoBambino ha sporto denuncia per la chiusura del portale Wiki Nonciclopedia. Il portale, riporta giustamente l’autore, oltra a contenere oltre 6000 voci, ha carattere puramente dissacratorio nei confronti della realtà.

La denunci dell’associazione avviene in merito alla voce “emo”: voce topica per il portale dissacrante.

Eppure una mamma, preoccupata dalla figlia tredicenne problematica e autodichiaratasi “emo“, dopo averla trovata a visitare proprio quella pagina umoristica della Nonciclopedia, ha deciso di contattare l’associazione ProntoBambino che, cogliendo la palla al balzo, ha creato un mostro mediatico che di mostruoso non ha nulla.

Tempo fa anche WebEpoque è uscito con una riflessione su Nonciclopedia: questo è il nostro parere in breve, se invece volete l’articolo intero lo potrete trovare qui.

Un wiki in puro stile web 2.0 con alcuni vantaggi: morirete dalle risate e non vedrete l’ora di aprire le pagine correlate per aggiungere risate su risate.

Alcune pagine peccano di volgarità e blasfemia, senza ombra di dubbio, ma credo che l’utente sia in grado di distinguere tra ciò che è ironia e ciò che è simpatia…

Ora, in merito alla questione, mi permetto di dire, al di là delle polemiche suscitate dal parlamentare De Poli dell’UDC, al di là delle polemiche dell’associazione che fa il suo lavoro in maniera onesta e non sarà il vedere la pagina di Nonciclopedia che macchierà un curriculum fatto di lotte alla pedopornografia, resta un punto fondamentale.

L’ignoranza totale della classe dirigente nei confronti della gestione dei Nuovi Media: nel mio percedente pezzo scrivevo che l’utente deve avere la capacità di discernere ciò che è ironia e ciò che è solo pura simpatia. Beh, non ho calcolato che l’utente 13enne potrebbe non essere in grado di discernere. Ma il genitore che lascia in mano uno strumento come la rete ad un ragazzino di tredici anni si da per scontato, purtroppo, che sia in rado di discernere. Non è lo strumento che è sbagliato in se, ma chi non lo conosce e lo usa lo stesso che sbaglia.

I genitori sono pronti a scagliarsi contro i mali della rete, ma se educassero i loro figli ad un uso corretto della rete magari i mali intrinseci di internet potrebbero essere governati.

Oggi è il caso di Nonciclopedia: e l’ignoranza con cui si lanciano accuse contro uno strumento come questo mi fa non poco sorridere. E mi auguro che domani i genitori facciano una passeggiatina su Netlog, un social network per adolescenti dove ragazzine di tredici anni postano le loro foto in abito intimo allo specchio per far vedere come sono fatte. A quel punto chiederanno di far chiudere anche Netlog, ma non si renderanno mai conto che ne nasceranno di altri.

un piccolo esempio preso da netlog… è una foto pubblica pertanto, nel caso ricevessi segnalazioni sarei ben pronto a togliere il link e ad inserirne un altro a caso. In ogni caso non infrango alcuna violazione della privacy perchè questa rimane una foto pubblica e non privata.

Il problema resta sempre uno: non possiamo accusare lo strumento per una negligenza o ignoranza che sta alla base. Fareste ritirare tutti i coltelli dal mercato perchè vostro figlio di tredici anni si è tagliato? Perchè non vi chiedete come mai vostro figlio ha un coltello tra le mani?

May 9

Quando abbiamo scelto il nome del nostro blog riflettevamo sul fatto che il web sta diventando un mezzo trasversale e irrinunciabile. Esso intreccia legami con le discipline più diverse e aumenta il suo target di utilizzo giorno dopo giorno.

Ieri seguivo una lezione all’Università. Si parlava di brand, brand inteso come la somma di tre principali entità della marca: l’identità, l’immagine e la reputazione. Quel valore aggiunto che certi prodotti possono vantare rispetto ad altri per il nome che portano, le immagini che utilizzano e le emozioni che evocano.

Al giorno d’oggi tutti cercano di creare marche per dare valore aggiunto ai propri prodotti ed è per questo che il mercato diventa sempre più affollato e difficile da affrontare per emergere. La ricerca per la novità è d’obbligo per trovare nuove vie d’uscita, originali e funzionali. Una di queste è l’utilizzo del web.

Il brand è il risultato delle azioni di marketing, disciplina che evolve in una direzione esperenziale e relazionale. Percorso parallelo a quello del web che diventa web2.0 con l’esplosione delle social network, delle community e dei mondi virtuali come Second Life.

Ecco spiegato il senso dell’utilizzo di un mezzo quale il web per diffondere e creare l’immagine di marca. Ecco come si può spiegare l’investimento di Pirelli che gira dei cortometraggi di grande effetto, coinvolgendo star del cinema e ispirandosi a film di successo. Per poi rinchiuderli dentro la cornice di un minisito creato ad hoc. Per attirare utenti e fissarsi nella loro memoria con qualcosa di emotivamente coinvolgente e spettacolare.

May 7

Sogno Ubuntu

Gli aggiornamenti non finiscono mai. Ed è arrivata l’ora per un terzo pacchetto, di dimensioni giganti come di consueto, che va ad aggiornare il buon vecchio Windows XP. Il service pack 3 si scarica da qui.

I sistemi operativi di Microsoft, dall’introduzione dell’interfaccia grafica, non hanno mai brillato per stabilità e sicurezza. Chi non ha fatto l’esperienza di crash e reazioni anomale ai comandi più semplici. Talvolta sono arrivato a credere che Windows fosse un’entità capace di provare emozioni e prendersi gioco di me.

Ovviamente non era così, ma l’unica idea alternativa che mi viene in mente per spiegare il fenomeno è alquanto originale. Sia stata una trovata di marketing per coinvolgere emotivamente il cliente? L’idea sarebbe questa: guidare l’utente all’esasperazione, indurlo a prendere a pugni il pc, ingaggiando poi, appena cosciente che il pc non ricambia la violenza, una lotta all’ultimo sangue con la macchina per sconfiggere il male (tradotto: far funzionare Windows). Risultato: quando il problema viene magicamente risolto, per dei motivi che rimangono sconosciuti almeno quanto quelli che lo hanno causato, l’utente prova una soddisfazione enorme (prova un senso di liberazione) creando e rafforzando il suo legame col S.O. Un po’ come quando si litiga con un amico, ma poi ci si riappacifica.

L’ovvia domanda che ne consegue è questa: il genio del marketing non era Steve Jobs? Che ha inventato l’Ipod e rilanciato Apple con un semplice lettore MP3. No cari amici, il vero genio è Gates. 1: Perchè non ci siamo ancora accorti che ci ha fregati tutti. E resta da chiarire quanto poco gli è costata la ricerca per creare tutti i bugs che ben conosciamo (non potevano essere già lì, sono troppo numerosi per essere un caso). 2: Perchè i numeri (e che numeri!) lo testimoniano, il sistema più usato nel mondo resta Windows. I dati non tradiscono! Vedi qui le statistiche di utilizzo.

Il tempo degli scontri per me è ormai finito, capita raramente di litigare col mio vecchio amico Windows XP, ho imparato a capirlo e a coccolarlo. Lui è fedele, ricambia e ringrazia ogni volta che lo formatto. Anche perchè sa che ci pensa già il suo nipotino Windows Vista sul nuovo pc di lavoro a farmi dannare l’anima. E che alla prima occasione potrei salutarlo e trasferirmi nel pianeta Ubuntu, dove le piante crescono più verdi e l’aria è più pulita. Dove la criminalità è un vecchio ricordo e il sole splende sempre…

Vi saluto e installo l’aggiornamento. Guardando verso l’alto le stelle Linux e sognando il pianeta Ubuntu. Sognando di trasferirmi lì con la mia suite Adobe. Lavorando più velocemente per godermi più tempo libero.

May 3

Asus Eeepc 900

Il boom di questo settore l’abbiamo avuto con il prodotto di Asus, l’EeePc, che grazie alle sue caratteristiche particolari sta ottenendo un gran successo dando il via alla corsa per immettere nel mercato prodotti analoghi da parte dei concorrenti.

Stiamo parlando di un notebook in miniatura. Il suo peso non supera 1 kg e le dimensioni dello schermo dell’EeePc 701 sono di 7 pollici per una risoluzione di 800×480 pixel. Altra caratteristica distintiva è la tipologia di hard disk a memoria solida, tecnologia analoga a quella delle schede di memoria per intenderci che permette velocità maggiori, migliore resistenza e durata. I contro di questa nuova tecnologia stanno nella limitata capacità, per ora, dei dischi fissi.

Vediamo ora le evoluzioni attese per quest’anno. Asus lancerà verso l’estate un nuovo modello EeePc 900 con lo schermo da 9 pollici e diverse configurazioni con maggior memoria RAM e hard disk più capienti. In questa pagina invece troverete una rassegna di prodotti, alcuni validi altri no, che andranno a popolare il segmento dei subnotebook nei prossimi mesi in antagonismo al progenitore ASUS. Degni di nota secondo noi di Webepoque sono i modelli MSI ed ECS.

Restiamo in attesa di scoprire maggiori dettagli per un’analisi più accurata, al momento ASUS mantiene salda la sua leadership di prodotto.