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dissacrazione ed ignoranza

wiki dissacrazione ed ignoranza

Colgo lo spunto da un articolo uscito sul portale di Dominio Pubblico, un esempio di giornalismo partecipativo tutto all’italiana.

L’autore Paolo Gazzola commenta la notizia relativa al fatto che l’associazione ProntoBambino ha sporto denuncia per la chiusura del portale Wiki Nonciclopedia. Il portale, riporta giustamente l’autore, oltra a contenere oltre 6000 voci, ha carattere puramente dissacratorio nei confronti della realtà.

La denunci dell’associazione avviene in merito alla voce “emo”: voce topica per il portale dissacrante.

Eppure una mamma, preoccupata dalla figlia tredicenne problematica e autodichiaratasi “emo“, dopo averla trovata a visitare proprio quella pagina umoristica della Nonciclopedia, ha deciso di contattare l’associazione ProntoBambino che, cogliendo la palla al balzo, ha creato un mostro mediatico che di mostruoso non ha nulla.

Tempo fa anche WebEpoque è uscito con una riflessione su Nonciclopedia: questo è il nostro parere in breve, se invece volete l’articolo intero lo potrete trovare qui.

Un wiki in puro stile web 2.0 con alcuni vantaggi: morirete dalle risate e non vedrete l’ora di aprire le pagine correlate per aggiungere risate su risate.

Alcune pagine peccano di volgarità e blasfemia, senza ombra di dubbio, ma credo che l’utente sia in grado di distinguere tra ciò che è ironia e ciò che è simpatia…

Ora, in merito alla questione, mi permetto di dire, al di là delle polemiche suscitate dal parlamentare De Poli dell’UDC, al di là delle polemiche dell’associazione che fa il suo lavoro in maniera onesta e non sarà il vedere la pagina di Nonciclopedia che macchierà un curriculum fatto di lotte alla pedopornografia, resta un punto fondamentale.

L’ignoranza totale della classe dirigente nei confronti della gestione dei Nuovi Media: nel mio percedente pezzo scrivevo che l’utente deve avere la capacità di discernere ciò che è ironia e ciò che è solo pura simpatia. Beh, non ho calcolato che l’utente 13enne potrebbe non essere in grado di discernere. Ma il genitore che lascia in mano uno strumento come la rete ad un ragazzino di tredici anni si da per scontato, purtroppo, che sia in rado di discernere. Non è lo strumento che è sbagliato in se, ma chi non lo conosce e lo usa lo stesso che sbaglia.

I genitori sono pronti a scagliarsi contro i mali della rete, ma se educassero i loro figli ad un uso corretto della rete magari i mali intrinseci di internet potrebbero essere governati.

Oggi è il caso di Nonciclopedia: e l’ignoranza con cui si lanciano accuse contro uno strumento come questo mi fa non poco sorridere. E mi auguro che domani i genitori facciano una passeggiatina su Netlog, un social network per adolescenti dove ragazzine di tredici anni postano le loro foto in abito intimo allo specchio per far vedere come sono fatte. A quel punto chiederanno di far chiudere anche Netlog, ma non si renderanno mai conto che ne nasceranno di altri.

un piccolo esempio preso da netlog… è una foto pubblica pertanto, nel caso ricevessi segnalazioni sarei ben pronto a togliere il link e ad inserirne un altro a caso. In ogni caso non infrango alcuna violazione della privacy perchè questa rimane una foto pubblica e non privata.

Il problema resta sempre uno: non possiamo accusare lo strumento per una negligenza o ignoranza che sta alla base. Fareste ritirare tutti i coltelli dal mercato perchè vostro figlio di tredici anni si è tagliato? Perchè non vi chiedete come mai vostro figlio ha un coltello tra le mani?

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One Response

  1. Mattia Says:

    In linea con quello che dice Franky sto pensando ad un corso da proporre nelle scuole.

    Un corso che possa introdurre i ragazzi ad un utilizzo critico del pc connesso in rete. La sfida sta nel coinvolegere anche il genitore, che deve ovviamente guidare il figlio alla scoperta di un mondo strettamente connesso con la realtà e che ripropone allo stesso modo dinamiche particolari e pericoli.
    Il problema è che spesso l’ignoranza è padrona delle situazioni, e il figlio piccolo ne sa più del genitore per quanto riguarda quel misterioso scatolotto che è il computer, e ancor di più quella misteriosa rete che è il web.

    Questo fenomeno lo chiamerei rivoluzione internet, una rivoluzione che ha portato innovazione e in certi casi scompensi.
    Già nella prossima generazione lo scoglio sarà comunque superato, l’interconnesssione, in mobilità per di più, sarà la normalità e ci sarà qualcosa di nuovo che i figli insegneranno ai genitori.

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