Che la fantasia ami viaggiare è cosa alquanto nota: dalla saga dei terminator a Matrix, molta della filmografia contemporanea ha rimescolato il tema delle macchine come creazione dell’uomo talmente spavantosa da poter prendere il posto stesso dell’uomo. Possiamo però affermare con certezza che quella che è paura di ciò che idealmente potrebbe avvenire porta in sè un briciolo di bramosia nel desiderio di trovare la macchina perfetta, la macchina pensante.
Eppure si fanno corse contro il tempo senza paragoni storici: processori che raddoppiano le loro potenzialità nell’arco dei sei mesi fanno presagire che il giorno del giudizio si stia avvicinando in maniera inequivocabile. Talmente inequivocabile che facciamo fatica a capire se gli attuali pc siano più simili all’uomo di neanderthal, ad un antico greco o ad un imprenditore della Silicon Valley.
Del resto se vogliamo applicare appieno le leggi dell’evoluzionismo, anche se sono macchine mica possono scappare a questa loro gogna scientifica: che si evolvano in 6 mesi o in 200 anni poco importa, le loro tappe evoluzionistiche le devono fare e noi che ce ne stiamo qui a cercare di capire a che punto sono della loro evoluzione fatichiamo a dare una risposta. Fatichiamo perchè nel momento in cui tentiamo di dare una risposta di completezza, di macchina perfetta, ne esce subito un’altra e siamo in un circolo vizioso senza fine.
Comunque la paura e l’attesa per il giorno del giudizio stile terminator va avanti tanto che prima che gli endoscheletri che si possono uccidere solo in un altiforno fossero creati un matematico inglese di nome Alan Turing negli anni 50 ha ideato una sorta di macchina ideale e relativo test per capire se chi l’ha creata ha sostituito realmente Dio.
Il pover uomo, tanto geniale quanto depresso, soffriva di omosessualità (cosa non tanto ben vista nell’inghilterra del 1950). La sua genialità non lo salvò e dopo violente cure ormonali in un gesto di follia diede un morso ad una mela imbevuta in cianuro di potassio: un omaggio a biancaneve e un offerta Steve Jobs.
Tutti i morti alla fine diventano santi e ogni anno ecco che si prova ad assegnare il premio Turing a 6 macchine che entrano in competizione tra loro: quest’anno è la volta di Jabberwacky, Alice, Elbot, Brother Jerome, Ultra Hal e Eugene Goostman. 6 macchine che devono sfidare il test di Turing per capire quanto sono intelligenti.
Che l’intelligenza sia loro o del loro creatore poca differenza può fare: del resto, abbiamo bisogno di un terminator per capire che siamo dipendenti dalle macchine nella stessa misura in cui le macchine sono dipendenti da noi? Riusciremo a vivere senza un automobile che non sarebbe nulla senza l’uomo? Intelligenti o no, le macchine sono dipendenti da noi nella misura stessa in cui siamo noi dipendenti da loro, il rapporto è biunivoco, simbiotico… o no?






October 6th, 2008 at 17:12
però!
November 23rd, 2008 at 13:51
In che senso “soffriva di omosessualità”? Intendi dire che era gay ma ti è uscito in questo modo?
E poi la follia al momento della morte è tutta da capire: a quel tempo l’omosessualità era considerata malattia psichica, ecco perché il referto medico/giuridico parla di follia. Ma probabilmente o si è ucciso in un momento di lucidità, o si è avvelenato per sbaglio come diceva la mamma.
November 24th, 2008 at 19:59
caro gian mario,
meriti tutte le mie scuse per l’affermazione che rileggendola può essere male interpretata. Non era mia intenzione assolutamente trattare l’omosessualità come una malattia, solo un errore il mio: non c’era alcuna intenzione di offesa verso l’omosessualità in genere. ho scritto questo post con tono ironico non per disprezzare Turing e la sua vita ma per affrontare la questione pseudo apocalittica con cui molto spesso ci rapportiamo nei confronti di ciò che non conosciamo, di un futuro, anche tecnologico, che incombe sulla nostra vita…
per il resto grazie per le tue illuminazioni sulla possibile causa della morte di Turing: le mie fonti parlavano di una follia nata anche da un abuso di ormoni a cui è stato costretto causa le sue preferenze sessuali nella metà del 900 inglese…
un saluto
Franky