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annotazioni personali su Facebook

graffiti facebook annotazioni personali su Facebook

Alcuni fatti e scritti degli ultimi giorni mi hanno fatto riflettere sulla moda di Facebook e i suoi risvolti sociali e culturali…

L’altro giorno un blogger aveva linkato il nostro precedente articolo su Facebook. Non ho perso un attimo e sono andato a leggerlo… Fa sempre piacere essere linkati, e ho lasciato un commento. Ci avevo riflettuto particolarmente e ho riportato la mia analisi sul fenomeno in un commento. La mia posizione si differenziava un po’ da quella dell’autore, che si fermava ad un analisi superficiale.

Altri spunti della riflessione sono l’articolo di Luca De Biase e il questionario di Nova24.

Utilizzo Facebook per lavoro, come rubrica e solo in minima parte lo ritengo uno strumento di svago. Piuttosto un ottimo aggregatore di contatti da affiancare a Linkedin.

Luca De Biase chiedeva di raccontare un aneddoto della propria esperienza su Facebook, ma non me ne vengono in mente di interessanti. E questo forse basta a rappresentare il mio rapporto con lo strumento. SI limita ad essere uno strumento che uso per comunicare, cosciente dei suoi limiti e delle potenzialità. E vi illustro quali sono a mio parere.

COME LO UTILIZZO

I contatti dei miei amici fino a qualche tempo fa si dividevano fra rubrica del cellulare, rubrica di gmail, rubrica di outlook. Ed erano tutt’altro che ordinati. Ancora oggi trovo scorrendola una serie di 4/5 Marco (senza cognome), o di Andrea o di Irene (i diretti interessati non se la prendano ;-) salvati in tutta fretta sul momento dell’incontro, perdendo poi la possibilità di aggiungere gli altri dettagli al contatto giusto. Questo significava perdersi e perderli. Oggi su Facebook ritrovo  la loro email o il numero di telefono senza il dubbio di sbagliare persona e senza troppa fatica, posso contattarli direttamente lì, ricordarmi dei loro compleanni e talvolta rivedere le foto dei momenti passati assieme. Mica male!

Altro esempio. I miei amici di Roma ogni tanto mi sentono quando commento il loro stato o invio un messaggio privato. Oppure partono discussioni dai commenti alle foto che coinvolgono tutta la compagnia. Discussioni che continuano in privato, per latri mezzi ovviamente. Senza F. forse non riuscirei a rimanere in contatto con loro.

Alla domanda meglio pochi o tanti amici io rispondo tanti. Per le relazioni più strette preferisco altri mezzi e l’interazione faccia a faccia reale, quindi se limitassi la cerchia dei contatti perderei gran parte del valore che lo strumento ha per me.

NON VIVO DI SOLO FACEBOOK

Poi capita anche che qualcuno mi chiami per dirmi: Ti avevo mandato un messaggio su Facebook, ma non li leggi? E qui emerge l’altra faccia del mio rapporto con lo strumento abbastanza distratto. Appena uscita la versione italiana, all’inizio dell’estate, cominciavo a intravedere la dimensione del fenomeno. Avevo datto un’occhiata alle condizioni di servizio e iniziato ad impostare le opzioni della privacy. Cominciavo a ricevere una quantità di notifiche fastidiosa, e capivo che la mia privacy era in pericolo annotando mentalmente di non eccederne con l’uso anche se i contatti si fossero centuplicati (cosa effettivamente accaduta).

Così ho eliminato tutte le applicazioni esterne, tranne un paio (quelle dei blog network e del profilo linkedin), ho impostato i parametri di visibilità del mio profilo per amici e “non amici” e ho deciso una linea ideale da non oltrepassare nella pubblicazione degli affari privati. Non carico foto (per quello ci sono Picasa e Flickr), non carico video (per quello c’è Youtube), ma pubblico i link degli articoli che scrivo (e che poi gli amici leggono). Inoltre ho creato qualche gruppo, discretamente frequentato…

I GRUPPI

I gruppi sono buone modalità per pubblicizzare attività senza molestare chi non è interessato. E tornano utili anche per lavoro, per chi di lavoro promuove l’immagine di questo o quel prodotto/impresa. Faccio un esempio (che posso fare): l’associazione dei giovani della mia città. Spesso il problema di piccole realtà è la promozione delle iniziative… Ma perchè non creare un gruppo in Facebook…? I primi utenti si iscrivono su invito, poi l’effetto catena si innesca se la cosa è di interesse e gli altri arrivano in buon numero. Contatti di qualità che passeranno parola anche agli amici che Facebook non usano. Gratis.

Qui c’è un altro esempio di gruppo utile ed efficace…. come condividere e far conoscere i propri lavori da regista emergente? Perchè non provare con Facebook dove la componente personale è forte (rispetto a Youtube e soci)? E dove si mette in gioco direttamente la relazione, si raccolgono feedback più utili e specifici…

I MIEI AMICI

Mi fan sorridere quelli che, iniziato a chattare su Facebook mi chiedono di passare a MSN… Io lo devo dire, ho smesso da un pezzo di usarlo. Troppi contatti, con troppi nickname strani, non ci capivo più nulla…

La mia visione di Facebook è piuttosto pragmatica insomma. Non ritengo che rappresenti per forza il futuro, anche se di certo rappresenta una tendenza. Il suo successo ha spostato l’attenzione sul fenomeno del social network ponendo l’accento sul problema dell’identità e della privacy. Anche i media tradizionali trattano spesso l’argomento e la quota di 2 milioni di utenti italiani raggiunta negli ultimi mesi dimostrano che siamo di fronte all’ennesima svolta.

LA PRIVACY

Qualcosa è cambiato nella politica della privacy, ma credo ci sia molto da fare ancora per dare garanzie agli utenti. Per il momento credo sia importante sensibilizzare e informare perchè tutti possano utilizzare il mezzo consapevolmente, per non avere brutte sorprese regalando informazioni che magari si vorrebbe restassero riservate. Il futuro d’altra parte è questo, dobbiamo capire la tendenza e adattarci nel modo migliore possibile. Obama per selezionare il suo staff utilizza un questionario che non tralascia di chiedere tutte le url dei profili sui social network, ma penso che anche qui in Italia non sia prassi rara verificare il giudizio di Google sui candidati al posto di lavoro.

IL FENOMENO IMPLODERA’?

Arriverà un momento critico in cui anche Facebook si scontrerà con la realtà della rete. Quando arriverà quel momento magari si rivaluteranno altri strumenti, si preferiranno soluzioni diverse e con protocollo aperto… La storia di internet questo ci insegna. Stiamo alla finestra a guardare.

One Response

  1. Webepoque su Nova24 | WebEpoque Says:

    [...] aggiungo altre parole, mi limito a fare i complimenti a Mattia per l’ottimo post scritto e vi lascio l’articolo se vi va di [...]

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