È da un pò di tempo che rifletto sul rapporto tra nuovi media e le giovani generazioni. Riflessione alquanto inutile e scontata in quanto le nuove generazioni non hanno alcuna difficoltà nè tecnica nè cognitiva ad integrare le loro conoscenze con la rete. Il problema si pone sempre a livello della generazione precedente: quella della classe dirigente, quella dei genitori.
In sociologia, già verso la fine degli anni 80, si poneva il problema dello scambio generazionale: la generazione dei figli che era maestra per genitori 40enni che riscoprivano il piacere della discoteca. Ora questo gap generazionale, questo rovesciamento di trasmissione dei valori, trova il suo apice nella fruizione dei nuovi media, nella rete internet. La generazione che ha visto la televisione colorarsi non riesce a comprendere la generazione digitale. E per quanto si sforzi, non riesce nemmeno minimamente a varcarne la soglia d’ingresso.
Motivazioni facili da comprendere, e parzialmente inutili da esplicare, molto più interessante la questione relativa alla gestione del fenomeno. Al di là della questione bullismo nella rete, semplice epifania di una mentalità che si sta diffondendo, dobbiamo riflettere su come si sta gestendo la questione. Sono più di dodici anni che fruisco della rete e di soluzioni ne ho viste molteplici. Portali che bloccavano siti pericolosi fanno parte dei primi tentativi (Davide.it, per fare un esempio) e definirei questa fase come la fase del proibizionismo. Ricordando il probizionismo della Chicago anni 30, quando il divieto dell’alcol ti permetteva di trovare whisky in tutte le vie non dotate di un lampione. Perchè i figli non entrino in siti porno, che alla fine il problema riconosciuto come principale della rete resta la pornografia, è sufficiente creare un filtro che blocchi determinati siti sospetti in una sorta di grande collaborazione dove genitori crociati con playboy sotto il cappotto collaboravano a segnalare siti porno. Inutile: il playboy, il ragazzino di 12 anni se lo sa procurare come la nutella in un supermercato, e poi basta un pomeriggio dall’amica o la tv satellitare in casa. Inutile perchè si riconosce nella rete solo una potenziale macchina di distribuzione di sesso virtuale. Cosa che non è.
La seconda soluzione che mi ha entusiasmato è stata segnalata questa settimana sotto il plauso e il patrocinio di un cognome carico di storia italiana: l’onorevole Mussolini ha presenziato alla presentazione di un software in grado di tracciare il traffico internet che i figli generano e segnalarlo ai genitori.
Quale miglior soluzione che spiare le conversazioni della figlia 14enne alle prime esperienze amorose con il suo primo amore. Delegare il lavoro di genitore ad un software è la miglior prospettiva che l’Italia al momento abbia trovato per combattere il cyberbullismo. Se educare la figlia (o il figlio) alla gestione del mezzo di comunicazione è un’impresa che non tutti i genitori possono permettersi di attuare, e di ciò ne sono pienamente cosciente, educare la figlia di 14 anni alla gestione della sua dimensione sessuale non può prescindere dal ruolo pedagogico genitoriale. Il problema non sta nel mezzo che è solo un’evoluzione di mezzi precedentemente esistenti e senza ombra di dubbio dalle potenzialità esponenziali. Il problema sta nell’educazione del figlio.
Concludo accennando ad una riflessione di cui parlerò in seguito: la dimensione del segreto in rete. Nell’era della privacy il concetto di segreto si è radicalmente rivoluzionato. Banalmente il diario segreto è diventato il blog pubblico, banalmente la vecchia lettere d’amore è diventata Msn messenger… e ora i genitori possono anche tracciare la comunicazione. Il problema resta aperto: soluzioni palliativo ne esistono in abbondanza, manca la coscienza di un’educazione all’utilizzo da parte della generazione che educa… creiamo quella e poi rapportiamoci con i figli sulle tematiche e non solo sui mezzi che segnano il loro futuro.
PS: se credete che in ogni caso la soluzione migliore sia quella del Parental Controlo delegato ad un software ecco una lista dei migliori programmi, escluso ovviamente quest’ultimo presentato dalla Mussolini. Divertitevi: favorirete una crescita esponenziale dell’hacker presente nel vostro pargolo…






November 27th, 2008 at 09:50
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