Google, il motore di ricerca fondato da Brin e Page quando ancora erano studenti a Stanford, oggi è una realtà incommensurabile.
Nato da un’idea dei due brillanti programmatori, il page rank, Google non ha mai smesso di evolversi e di crescere. Nel 1998 il web era molto diverso per certi aspetti rispetto ad oggi. I motori di ricerca erano ancora ad uno stato embrionale di sviluppo. Non funzionavano granchè per farla breve, i risultati che davano erano più approssimativi e il numero di pagine indicizzate molto limitato.
Per raggiungere le informazioni spesso bisognava conoscerne l’ubicazione nella rete, l’indirizzo della pagina web o il sito in cui cercare. Era come entrare in una biblioteca al buio senza sapere dove cercare il volume desiderato. I motori di ricerca erano servizi marginali nell’offerta dei portali che all’epoca andavano per la maggiore: Yahoo per esempio. Solo Brin e Page, forse neanche loro dall’inizio, avevano compreso il potenziale di un motore di ricerca funzionale ed efficace.
E così nacque Google inc, inizialmente la base era nella stanza all’Università dei due studenti, riempita da pc economici potenziati con le loro mani. Poi si trasferì in un appartamento più grande, fino ad arrivare al Googleplex com’è oggi. Ci furono diversi contatti con possibili finanziatori o acquirenti, compresa Yahoo (ma fu un nulla di fatto) finchè arrivarono i primi soldi. Il motore di ricerca era giudicato un buon prodotto, ma ancora non si intravedevano le potenzialità del servizio.
Poi ci fu la bolla di Internet e la rovina delle “dot com”, ma nonostante la situazione l’inarrestabile ascesa di Google continuava, con l’arrivo di Schmidt e la trasformazione in public company.
Google cataloga le pagine web, ne crea una copia in cache e assegna ad ognuna un rank da uno a dieci. L’importanza delle pagine è definita in linea di massima dal numero di backlink e dall’autorevolezza di questi.
Google, utilizzato per più del 70% delle ricerche sul web. L’informazione di oggi, che molto ha a che fare con la rete, è sempre più nelle mani del colosso di Mountain View. Ha assorbito Youtube, ha avviato il progetto Google Books con cui vuole catalogare tutti i libri esistenti. E tra le altre cose in Cina opera la censura dei risultati per certe parole chiave.
Quanti di voi utilizzano Gmail? E quanti si sono accorti che la pubblicità che vedono è contestualizzata al contenuto dei messaggi? E Google Docs, i nostri documenti…
Un altro aspetto interessante da conoscere è la presenza dei cookies, che memorizzano le informazioni sulla navigazione e sull’utente. Un tempo avevano scadenza a 31 anni, da un po’ solo 3…
Lo slogan di Google fin dai primi tempi è: Don’t be evil, non essere cattivo. E speriamo bene… A volte quello che vi ho raccontato in queste righe mi inquieta un po’. I contenuti veicolano informazioni, che a sua volta producono cultura. Non mi piace che qualcuno possa controllare così tanto la cultura. Ci sto riflettendo….e mi piacerebbe sentire anche la vostra opinione a riguardo.






January 15th, 2009 at 21:34
oltre alla cultura, c’è anche un problema di privacy…
January 16th, 2009 at 01:42
mi spiace contraddirti ma l’algoritmo che sta alla base del page rank di google è stato scritto nella sua forma embrionale proprio da un professore di matematica ell’università di padova e poi ripreso dai signori google… i quali onestamente hanno sempre ammesso ildebito che hanno nei confronti del prof. Marchiori
Lascio un link ad un articolo per onestà di fonti: l’articolo parla di marchiori solo alla fine ma è molto interessante nella sua interezza. Spendete 5 minuti a leggerlo
ciao ciao
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-5/padova-google/padova-google.html
January 16th, 2009 at 11:24
certo che c’è un problema di privacy, ma negli stati uniti la cosa è vissuta in maniera diversa che da noi. le aziende hanno maggiore libertà, vedi cosa combina facebook. e c’è anche una cultura diversa dietro, anche se ancora non ho capito bene quanto e come viene sentito li il problema.
grazie Franky per la segnalazione… in effetti c’è anche su Wikipedia segnalato Marchiori nella pagina di Google.
Marchiori ha ideato un algoritmo chiamato Hyper Search, che poi ha ispirato il Page Rank. Sull’articolo che ahi riportato c’è il resto.
http://it.wikipedia.org/wiki/Google
http://it.wikipedia.org/wiki/Hyper_Search