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Last.fm a pagamento

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Prima o poi doveva accadere: i social network, mantenuti allo stato attuale da investitori pronti a scommettere qualche vagonata di soldi nei primi tempi, devono trovare la loro business way,  la loro strada per guadagnare, per diventare autosufficienti.

La pubblicità sembra non essere più sufficiente e, se le grida di povertà in casa facebook aleggiano in rete già da diversi mesi, Last.fm fa la prima scelta radicale mettendo a pagamento il suo servizio di streeming musicale.

Una mossa azzardata per un social network che vantava di offrire musica gratis e guadagnare solo grazie agli introiti pubblicitari, ma una scelta necessaria a detta loro in quanto questi introiti non ricoprivano nemmeno le spese di gestione del servizio.

Comunque per ascoltare last.fm dovremo iniziare a pagare dal 30 Marzo una modica cifra di 3 euro mensili: restano esclusi dalla tassazione sono USA, UK e Germania che riescono a mantenere il servizio gratuitamente grazie all’overdose di spot.

Ora pagare 3 euro per selezionare una stazione radio personalizzata, ad esempio Povia, e ascoltare solo la prima canzone di Povia e tutto il resto che rientra in un guazzabuglio di tag che uniscono Povia ai CCCP solo perchè entrambi italiani è una cosa che faccio fatica ad accettare e non rieco a capire: gratuitamente era accettabile, anche a patto di minispot pubblicitari tra una canzone e l’altra, ma non a pagamento. Pagare per ascoltare una musica che non posso scegliere non lo accetto.

Resta il fatto che, crisi o non crisi, questo non è solo il primo segnale di una rivoluzione nel mondo del social networking: i servizi gratuiti resistono fino ad un certo punto, poi bisogna pagare. Magari Facebook&C. ci metteranno qualche mese prima di imporre una access tax al servizio ma presumo sia solo questione di tempo.

Forse è l’occasione buona che la gente smette di aprire account a caso e, se costretta a pagare, inizia a focalizzarsi solamente nei servizi che maggiormente l’aggradano e trova utili.

Lastfm ha rinviato il fatidico passo. Lastfm al momento è rimasta free dopo le numerose critiche dal web fino al 23/04/2009, data in cui mi sono accorto del cambiamento…

11 Responses

  1. Mattia Ballan Says:

    Non capisco le tue critiche alla radio… La ascolto ogni giorno, in ufficio e a casa, dal pc oppure dal cellulare con gli auricolari.

    Non credo che il mix tra CCCP e Povia sia poi un gran problema. Solitamente uso il tag JAZZ e mi ritrovo con una scaletta assolutamente piacevole. Scoprendo musica che altrimenti non avrei mai ascoltato, ascoltando musica che altrimenti non avrei mai scoperto.

    E’ cultura, e il fatto che fosse a disposizione di tutti gratis, per di più categorizzata era una gran cosa. Ben sappiamo che un limite del serbatoio infinito del web si identifica nella rintracciabilità delle informazioni.

    Anche il catalogo di Last.fm con i suoi tag non è perfetto, ma almeno dava una possibilità in più. In fondo è una radio, e la radio di per sè non fa scegliere la playlist. Questa in più ha l’ammirevole mission di far ascoltare la musica giusta alle persone giuste. Se tu hai le idee chiare fin da prima su cosa vuoi ascoltare, puoi sempre acquistare i brani su iTunes… o no?

    3 euro non sono poi la fine del mondo. Per uno che la musica la ascolta, e senza scaricarla da eMule, spenderebbe comunque di più acquistando un disco al mese. Se il servizio migliorerà e non tradirà le aspettative io ci faccio un pensierino ad abbonarmi… di sicuro non ci rinuncerò nel momento in cui potrò ascoltarla anche in auto con una connessione flat del telefonino ;-)

  2. Mattia Ballan Says:

    siamo al primo di aprile e ancora tutto funziona regolarmente…. chissà! Intanto è stato pubblicato un altro post sul blog ufficiale con ulteriori spiegazioni… http://blog.last.fm/2009/03/30/radio-announcement-revisited

  3. La rete risponde: Last.fm a pagamento Says:

    [...] facciamo una rapida carrellata di chi è pro e contro la scelta della Cbs di tassare Last.fm. Webepoque è deluso perché “restano esclusi dalla tassazione USA, UK e Germania che riescono a [...]

  4. maal Says:

    3 euro al mese non sono nulla, li ho pagati senza pensarci un’attimo….visto che l’ascolto per 12 ore al giorno..

    se mi chiedevano 3 eur per radio dj allora sarei stato contrario, ma per lastfm, nessun problema!

  5. Mattia Ballan Says:

    ci riflettevo proprio ieri… Se potessi ascoltarla anche in auto pagherei subito! Perchè quelli sono i momenti in cui la ascolto.

    Però in ufficio effettivamente in ufficio spesso eravamo sintonizzati, quasi quasi propongo un account “lavorativo” ai miei colleghi ;-)

  6. Fresco Says:

    Voi siete pazzi io non caccio una lira! ci sono milioni di radio tematiche on-line, se voglio sentire funky jazz metto su google e vado sempre! Lastfm era una bell’idea di radio 2.0 ma il fatto di pagare le farà perdere quota. No doubt.

  7. SNDR Says:

    Giusto Fresco.
    E’ arrivato il turno delle altre web radio.
    3 euro non sono nulla???!!!
    E dategliele pure. Io mai!!!

  8. franky Says:

    la mia soluzione l’ho trovata… ora ci faccio un post… :)

    si chiama jamendo… tutta musica libera sotto licenza creative commons: e credo sia proprio questo il futuro della musica… :)

  9. Jamendo: soluzione creative commons per la musica libera dal tuo ipod al tuo locale | WebEpoque Says:

    [...] mi dispiace è che ho scoperto questo servizio solo nel momento in cui mi è arrivata notizia che Last.FM sarebbe diventato a pagamento. Una cifra irrisoria, senza ombra di dubbio, e quando Mattia mi ha fatto notare la cosa un pò mi [...]

  10. zerla Says:

    in ufficio il mio last.fm era sempre acceso…
    nella ricerca di radio online alternative ne ho scoperta una italiana ancora gratuita che si ascolta per umore e situazioni
    http://www.stereomood.com

  11. ventus85 Says:

    Ebbene si: non possiamo più ascoltare last FM se non dietro pagamento.
    Ed era una cosa che sapevamo da settimane, ma a me sinceramente sembrava ancora tanto lontana.
    Cose come facebook invece non credo che diventeranno a pagamento perchè supportano servizi diversi e non ci sono applicazioni con problemi di copyright,licenze, siae e compagnia bella…credo, perchè non lo uso.
    Invece per servizi con youtube non so cosa pensare.
    Il fatto non è la cifra (3 euro mensili non è caro) è il concetto.
    Peccato, veramente peccato, era uno strumento bello.
    Semmai da sistemare la questione dei tag, CCCP e Povia insieme non ce li vedo per niente, però dai, a cambiare canzone è un attimo.

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