Il fenomeno Blogolandia aveva attirato la mia attenzione fin dagli esordi. Blogolandia, come la definiscono sul sito, è un urban blog network: una rete di blog su base territoriale. Ogni blog è dedicato ad una sola Città o Comune d’Italia ed è curato da 1 cittadino / blogger (o più d’uno) appassionato/a del proprio territorio comunale. In coda all’articolo troverete l’intervista a Rudy Bandiera, il responsabile del progetto. Clicca qui per continuare a leggere… »
Siamo giunti al post numero 100. Volevamo innanzitutto ringraziare tutti voi lettori: da chi ci segue dal primo giorno a chi ha iniziato a seguirci strada facendo. Webepoque è nato per passione, per divertimento e si sta rivelando uno strumento che ci da un sacco di soddisfazioni. Ultima cosa: 290 lettori settimanali di media. Circa 40 al giorno: grazie a tutti!
Cogliamo l’occasione in questo post numero 100 per parlare dello strumento che nell’ultimo anno ha fatto un boom incredibile. Un anno fa giocavamo con il social networking, ne studiavamo le forme e sperimentavamo gli effetti. Oggi si rivela anche un ottimo strumento di business. Quale occasione migliore per dedicare un post a un blog che parla del Social Network più cliccato della rete in termini di Marketing: Facebook Marketing. Clicca qui per continuare a leggere… »
Ricordate per sempre il 17 giugno, il giorno del “Download Day”, il giorno in cui l’Italia del Popolo delle Libertà ha deciso di condannare un blogger… ed essere più simili alla cina…
Scusate la parafrasi dell’intro di V per vendetta, ma oggi di sicuro non mi mancano argomenti per mettere su un bel post e allora una cosa alla volta.
Innanzitutto il Download Day, ne abbiamo parlato qualche giorno fa dell’iniziativa della mozilla foundation di rilasciare la terza versione del browser più irriverente della storia del web e sembra che il giorno sia arrivato. Anche l’Italia fa la sua parte e quest blog ha sostenuto l’iniziativa: 50000 italiani (sul circa milione e mezzo di iscritti) circa vogliono battere un record mondiale, vogliono fare la loro piccola parte per il sorpasso all’imposto Explorer. Se non avete tempo per sbattervi a cercare la pagina da dove scaricare… beh, fatelo da qui…
La mozilla foundation si raccomanda di non usare boot automatici per il download al fine di non falsificare i risultati: ragazzi non serve, il record lo si fa in ogni caso e poi noi che siamo italiani sappiamo benissimo che possiamo fare anche di più. Possiamo pure oscurare un blog se vogliamo…
E’ ciò che è successo in Italia giusto ieri… le motivazioni sempre le stesse: un blog che fa informazione è consideratto un prodotto editoriale e pertanto deve essere registrato. Noi di WebEpoque abbiamo definito i termini d’uso di questo blog che non è prodotto editoriale in quanto non c’è una regolarità di pubblicazione ma il problema è più grave in quanto ci scontriamo con un vuoto legislativo. Quel vuoto dovuto a legislatori che non sano nemmeno cosa sia un pc e una rete…
E’ poco quello che possiamo fare ma la nostra solidarietà a Carlo Ruta, il blogger accusato di stampa clandestina, è totale sia perchè condividiamo la stessa passione con argomenti differenti, sia perchè il blog più che informazione è opinione… e anche le opinioni devono avere l’approvazione statale?
Segnalo un altro fatto simile di pochi giorni fa e denunciato sul blog di beppe grillo: è il caso del blog oscurato di Antonino Monteleone
Da venerdì 6 giugno il mio blog è stato posto sotto sequestro
Una tre giorni interamente dedicata all’innovazione a Padova con un particolare occhio d’attenzione al web 2.0.
Poteva allora mancare la redazione di Webepoque?
Ovviamente no e, non potendo essere al completo, almeno metà della redazione è riuscita a partecipare ad almeno due conferenze sulle 20 programmate
Di maggiore interesse il forum “Social Network e Web 2.0: le relazioni virtuali che stanno cambiando il mondo” che vedeva come conferenzieri Mafe De Baggis, editorialist di Punto Informatico e consulente di digital marketing, Stefano Stravato, Internet Marketing Manager in FIAT, Gigi Tagliapietra, presidente del CLUSIT e Paolo Valdemarin, Chief Executive Officer, Evectors
La discussione partiva dalla questione legata alla maggiore predominanza della rete internet aquisita negli ultimi anni a discapito degli old-media: il web 2.0 con la sua caratteristica predominante in cui l’utente è anche autore della rete ha creato dei nuovi paradigmi sociali, modelli di socialità mai visti all’interno della società.
L’importanza del social network è legata in particolar modo alla rete di relazioni che si vengono ad instaurare: relazioni fondate sulla creazione di nuovi contenuti.
Non siamo più di fronte a grandi siti web, vetrine virtuali di un modo di essere, ma a vere e proprie società meritocratiche dove la persona vale per il valore dei suoi contenuti e non per quell’onore antico dato dal nome della famiglia. Cambia in queste società virtuali il concetto stesso di talento che non può essere indicato semplicemente come capacità preatica della persona ma anche come capacità personale di relazionarsi attraverso questo strumento ancora nuovo ma in rapida espansione.
E per quanto riguarda il marketing: beh, i social network sono l’ambiente migliore dove poter effettuare ricerche di mercato. Fino ad oggi si sperava che i mitici questionari, al momento della registrazione in un sito, potessero essere un ottimo strumento per comprendere i target. Ma ci si è resi conto che in realtà questi questionari molte volte sono compilati con superficialità: ecco perchè è l’analisi dei contentui prodotta spontaneamente da quelli che sono utenti-autori della rete a dare una maggior immagine del bisogno della popolazione.
In questa chiave di lettura il blog aziendale non trova solo il senso di essere ma diventa quasi scelta obbligata per un’azienda che vuole affacciarsi al terzo millennio in maniera competitiva: interessante in questo caso la testimonianza di Stefano Stravato, Internet Marketing Manager in Fiat, arrivato nell’azienda in un momento in cui l’azienda soffriva di una perdita d’immagine. La possibilità di ascoltare la voce dei clienti attraverso il blog è solo un esempio ma per noi è stato importante poter giustificare anticipatamente anche alcune scelte dell’azienda. Topico il problema dell’asticella sorreggi cofano nella nuova fiat 500: i clienti si sono lamentati e la possibilità da parte dell’ingegnere di rispondere che il costo dei pistoncini sorreggi cofano è stato investito per migliorare alcune altre parti della macchina è solo un semplice esempio di una società che non vuole più comprare a scatola chiusa ma vuole avere una giustificazione al denaro investito. Ovviamente il post si concludeva con l’affermazione: ci auguriamo che l’asticella apricofano sia solo un problema del vostro meccanico e che voi non la dobbiate usare.
Una precisazione: come ha commentato Stefano Stravato la mitica asticella non è della 500 ma della Fiat Bravo. Ecco l’estratto dall’articolo originale
Asticella cofano
Ho letto le critiche di alcuni di voi. Non nego che il pistoncino sia più funzionale. Ma abbiamo provato a metterci nei panni di un cliente ordinario. Mediamente un cliente normale non apre il cofano più di una volta ogni 6 mesi. E in molti casi non lo fa mai direttamente. Per un utilizzo così limitato, abbiamo ritenuto accettabile ricorrere alla soluzione dell’asticella, certamente più economica e anche più sicura, convinti di non penalizzare eccessivamente i clienti. Rischio di ripetermi, ma anche in questo caso abbiamo cercato di risparmiare su aspetti sui quali il cliente non ha vantaggi e abbiamo cercato di concentrare i nostri sforzi e i soldi sugli aspetti più rilevanti per il cliente, ad esempio sulla cura del dettaglio interni su cui in passato siamo stati giudicati un po’ deboli. Speriamo che ci si riconosca su questo un passo avanti. Con questo non voglio dire che abbiamo raggiunto la perfezione, ma solo che abbiamo cercato di migliorare. Si può fare meglio? Non c’è dubbio, è nostra volontà farlo, e questo è uno dei motivi del blog: ascoltare i commenti dei bloggers e farne tesoro per applicare le interessanti indicazioni che ci date prima possibile e ove possibile.
Lo so in questo pezzo di punti di riflessione sull’uso del web 2.0 sono tanti e magari nemmeno espressi in maniera ordinata. Non era semplice sintetizzare il carico di informazioni ricevute, ma non preoccupatevi, questo ambito di riflessione sarà molto ben analizzato in un futuro in cui il cliente ha sempre un maggior bisogno di chiarezza da parte delle aziende e il web sembra essere l’unica possibilità di comunicazione che abbiamo a disposizione.

Il blog è un fenomeno il cui successo ha avuto un’importanza fondamentale nel rimescolare l’assetto odierno dei media e della comunicazione.
Rispetto al passato oggi chiunque abbia una connessione alla rete, e ormai siamo la quasi totalità di individui nei paesi sviluppati, ha a disposizione mezzi gratuiti per poter esprimere opinioni, condividere informazioni e suscitare discussioni. Non è nemmeno necessaria una conoscenza minima dei linguaggi di programmazione in quanto esistono dei servizi già predisposti.
Inizialmente il privilegio era riservato alle Università e ai centri di ricerca, coloro che hanno sviluppato tra l’altro anche la rete internet. Oggi il blog è un mezzo che ci dà voce, ci permette di esprimere idee ed opinioni e renderle disponibili per una platea pressochè totale. Le informazioni nella rete sono raggiungibili da chiunque, e i motori di ricerca svolgono i loro compiti di indicizzazione in maniera sempre più efficiente. Ciò da la possibilità di accedere ad un numero sempre maggiore di informazioni e in maniera sempre più coerente alla ricerca effettuata.
Provate a fare un semplice esperimento: digitate il nome di qualcuno che conoscete su Google e state a vedere che succede. Non sono molti coloro che non compaiono tra i risultati e difficilmente non ci sarete voi, lettori di blog ed utenti tecnologicamente più avanzati.
MySpace, Facebook, Linkedin sono tutti servizi che raccolgono informazioni su di noi e che dovrebbero essere utilizzati con attenzione se non si vuole disperdere pezzi di sè nella rete. Ci rendono riconoscibili e rintracciabili, ci permettono di farci conoscere e di ampliare la nostra rete di conoscenze. Il web è un mezzo fantastico, ci mette in comunicazione. E il blog è quel fenomeno che è esploso fin dall’inizio rivelandosi uno strumento ormai irrinunciabile per le persone, e poi anche per le aziende.
Cos’è un blog? Il termine da cui deriva è weblog che significa traccia nella rete. E’ un sito personale dove scrivere i propri pensieri. Col passare del tempo si sono arricchiti di nuove forme multimediali e oggi si presentano sotto molteplici vesti.
Grazie a questo strumento chiunque può divulgare in internet opinioni ed informazioni, stimolando la discussione con i visitatori che normalmente hanno la possibilità di commentare gli interventi (i post). I commenti possono essere sia liberi che moderati, ciò significa che possono essere soggetti a censura o devono essere approvati dal moderatore (il proprietario del blog) prima di essere pubblicati.
Molte esperienze dimostrano come i blog dove la discussione non mantiene carattere di lealtà e libertà perdono presto l’interesse dei lettori e, nei casi in cui il fatto non sia apertamente dichiarato, viene smascherato dal pubblico. Alcune aziende hanno fatto brutte esperienze in questo senso, pensando di poter imbrogliare e manipolare informazioni e giudizi ricreando situazioni non reali, blog inventati per farsi pubblicità in sostanza, e venendo poi smascherate platealmente.
La rete è un luogo aperto, dove può apparire semplice mascherarsi ed imbrogliare, ma per lo stesso motivo è anche più facile essere smascherati. I blogger autorevoli si sono guadagnati la stima dei lettori col tempo e con la “lealtà”. Con la qualità dei contenuti e con la capacità di renderli fruibili ed appassionanti. Esistono troppe alternative e fonti di informazioni per sperare di presentarne di alterate.
La rete è un luogo più trasparente della realtà in molti casi. Essa si è anche proposta come luogo di discussione su temi scottanti e provocatori, su cui prima probabilmente veniva tessuta una tela di omertà dai colossi della comunicazione o chi li controllava.
Chi non conosce Beppe Grillo e le sue campagne provocatorie portate avanti soprattutto grazie al web: ad oggi nella classifica di Technorati il suo è il 9° blog al mondo per visite, importanza ed autorevolezza.
La rete ci dà voce, in modo diretto ed inequivocabile con modalità innovative ed efficienti.
E dà voce a tutti allo stesso modo.










