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Feb 2

cross browser Possiamo dire addio al vecchio odiato Explorer 6?

L’incubo di ogni web designer! La prova Explorer

Esistono Fixes e Workarounds per aggirare i problemi e “curare” il crossbrowsing ma la cosa migliore rimane sempre cercare di evitare il loro presentarsi scegliendo modalità alternative di costruzione della pagina.  Mi han sempre fatto sorridere quei siti che si visualizzavano correttamente con Explorer, ma non con gli altri browser, e mi dispiace non ricordare nessun link da portarvi ad esempio. Spero, e credo, che comunque siano una razza in estinzione.

Certe mattine arrivano buone notizie…

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Dec 4

Ogni tanto ce ne combina una di nuova… Questa mattina Google presenta una nuova interfaccia per l’home page di ricerca.

Nel caricamento noterete un bell’effetto di fade in al caricamento della pagina. Prima compaiono Google Search and I’m Feeling Lucky, solo al movimento del mouse anche il menu e le altre features.

Google dà quindi maggiore impatto alla ricerca, la funzione maggiormente utilizzata dagli utenti. Una volta aperta la pagina si può digitare la stringa, e cliccare invio. Se invece si vuole accedere ad altre funzionalità basta muovere il mouse e comparirà il menu.

Bella novità! Clicca qui per continuare a leggere… »

Nov 26

2422430207 01b2dcba11 identità in rete, riconosciuti dallemailLeggevo questa mattina un interessante articolo su TechCrunch che inizialmente mi ha confuso le idee, ma poi mi ha illuminato. Valeva la pena riprenderlo nel blog oltre che twittarlo. Presto saremo davvero utenti unici e riconoscibili anche nel web?

Quante volte ci siamo posti il problema della nostra identità in rete? Agli albori la cammuffavamo dietro nickname poco riconoscibili. Poi abbiamo iniziato a farci riconoscere in social networks quali Facebook, ed ora possiamo pubblicare il nostro profilo anche su Google. Questa social evoluzione è ben testimoniata dall’introduzione del Vanity Url da Facebook con un certo clamore, e poi anche da Google.

Poi è arrivato anche il momento dell’OpenId per salvarci dalle mille diverse autenticazioni: Google Facebook Yahoo e Microsoft abbracciano il sistema e oggi talvolta possiamo evitare di creare nuovi credenziali ogni volta che ci iscriviamo ad un servizio. Non sempre, ma sempre di più. ;-)

L’evoluzione non si ferma mai e allora la prossima novità è l’impronta digitale (digitale): the WebFinger. Sembra che presto potremo usare la nostra email (gmail in questo caso) come identificativo univoco in rete. E come? Il protocollo WebFinger ci permette di associare meta-informazioni ad essa quali info di profilo, altri servizi utilizzati dal profilo, server di identificazione utente etc.

Potremo gestire la nostra identità a partire dall’indirizzo email. Essere mattia [dot] ballan [at] gmail [dot] com potrà portare con sè informazioni quali il mio vero nome, il mio nickname, il mio indirizzo, il mio account facebook e quello flickr. E chi più ne ha più ne metta. Sarò riconosciuto e riconoscibile e raggiungibile tramite un id univoco (che il caso vuole sia la mia email).

Mica male. Provalo con Blaine Cook, l’autore del sito Webfinger.org. E sperimentalo anche  tu.

Jul 20

Utilizzi Google Calendar per gestire riunioni, impegni e appuntamenti? E il tuo telefonino è un Nokia S60? Sicuramente ti farà comodo sincronizzare i due dispositivi e avere sempre sotto mano il calendario aggiornato. Ecco come fare, in maniera molto semplice.

Requisiti:

  • Google Calendar (per sincronizzare l’agenda)
  • Gmail (per sincronizzare i contatti della rubrica)
  • Mail for Exchange (applicazione Nokia ufficiale da installare nel cellulare)

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Feb 27

google1 250x81 il brand va online

Notizia di questi giorni, anzi di queste ore, le modifiche che Google ha fatto ai suoi algoritmi del 19 gennaio scorso sembrano andare a vantaggio dei brand forti.

Il problema del sovraffollamento di informazioni in rete è un problema sempre più assillante, come quello che riguarda le informazioni incomplete o false che circolano in milioni di blog. Per risolvere parzialmente il problema a Google hanno ben pensato di favorire i brand, che godono di maggior trust, i quali nelle ultime settimane compaiono nei risultati di ricerca in maniera più pesante.

Se volete avere qualche informazione più dettagliata vi rimando all’articolo del Tagliaerbe e a Seobook.

La prima riflessione è allora: costruire il brand in rete diviene ancora più fondamentale. Ma come fare? Giorgio Tave ha parlato di multicanalità del backlink e mi trova perfettamente d’accordo. Costruire conversazioni intorno alla marca utilizzando una varietà di servizi diversamente fruiti dagli utenti, permette di aumentare e diversificare i link in entrata al proprio sito. Lo chiamerei buzz marketing 2.0, una strategia che sfrutta blog, social network, rss, condivisione video foto etc.

Feb 4

nascondino con google latitudeE’ una novità, ma già piovono inviti dagli amici ad iscriversi.

E’ una funzionalità in più dell’ultima versione di Google Maps per dispositivi mobile e permette di conoscere oltre alla propria posizione anche quella degli amici. Clicca qui per continuare a leggere… »

Jan 29

google gears e gmail

Google non si ferma mai e dopo l’introduzione di Gears è prossima anche l’introduzione di una versione utilizzabile off-line di Gmail. Gears è una feature che permette di integrare le applicazioni web con il proprio desktop, salvando le informazioni in un database localmente e sfruttando le potenzialità javascript. Clicca qui per continuare a leggere… »

Jan 15

Google, il motore di ricerca fondato da Brin e Page quando ancora erano studenti a Stanford, oggi è una realtà incommensurabile.

Nato da un’idea dei due brillanti programmatori, il page rank, Google non ha mai smesso di evolversi e di crescere. Nel 1998 il web era molto diverso per certi aspetti rispetto ad oggi. I motori di ricerca erano ancora ad uno stato embrionale di sviluppo. Non funzionavano granchè per farla breve, i risultati che davano erano più approssimativi e il numero di pagine indicizzate molto limitato.

Per raggiungere le  informazioni spesso bisognava conoscerne l’ubicazione nella rete, l’indirizzo della pagina web o il sito in cui cercare. Era come entrare in una biblioteca al buio senza sapere dove cercare il volume desiderato. I motori di ricerca erano servizi marginali nell’offerta dei portali che all’epoca andavano per la maggiore: Yahoo per esempio.  Solo Brin e Page, forse neanche loro dall’inizio, avevano compreso il potenziale di un motore di ricerca funzionale ed efficace. Clicca qui per continuare a leggere… »

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